cara mila ti scrivo…
Si, lo so, avevo detto che andavo in ferie. E in effetti ero già lì, sulla porta di casa, che arrancavo trascinando un valigione che all’aeroporto mi faranno pagare miliardi di supplemento, tutta sudata, quando all’improvviso… una sorpresa!
Mila Spicola, Mila Spicola in persona, mi ha scritto! Ha replicato al post in cui riportavo la lettera di un’anonima signorina pettoruta che denunciava problemi simili ai suoi (suoi di Mila Spicola), per quanto relativi a parti anatomiche diverse.
Non ho potuto non rispondere al gradito commento.
Anche se mi addolora molto il sospetto che lei (sempre la Spicola) il mio post non l’abbia letto affatto, visto il tono della risposta. Ella (MS) mi accomuna, infatti, a tutti quelli che l’hanno criticata, quando io la sua causa l’ho sposata in pieno!
Non per niente questa è la mia controreplica.
Cara Mila (posso darti del tu?),
hai scritto un commento bello e accorato ma evidentemente indirizzato alla persona sbagliata!
Guarda che io concordo pienamente con te, non è un caso se ho deciso di mettere sul blog quella testimonianza.
Io appoggio le vostre lotte, la tua e quella della signorina pettoruta, senza se e senza ma.
E che quindi la tua provocazione dei tacchi a spillo nel cantiere non funziona come spunto di riflessione, ma è un’immagine “evocativa" e molto “furbetta” fine a se stessa.
Come hai notato tu stessa, di persone appunto ottuse e scarsamente avvezze al ragionamento si tratta.
Se maschi.
Se femmine, di sicuro si tratta di donne che nutrono una profonda invidia nei confronti del tuo (bellissimo) culo.
Siamo noi che salveremo il mondo!
tua
MaiaB
tutti al mareee…
E alla fine è riuscito a me pure. Di andare in ferie intendo. Ancora non ho scelto la destinazione, so solo che sarà posto di mare.
Nel frattempo questo blog chiude i battenti per un po’ di giorni.
Auguro buone vacanze a tutti quanti, agli amici palesi e quelli anonimi, ai frequentatori stabili e a quelli che son passati anche una sola volta.
Come il tizio che è arrivato qui cercando “la figlia del capo mi fa spogliare nudo”. Caro amico, se la figlia del tuo capo è anche solo vagamente somigliante alla figlia del mio, mi spiace tanto per te. Che dire, ti auguro di andare in vacanza al più presto. Credo tu ne abbia veramente bisogno.
Mi lascia un po’ perplessa la ricerca “giochi di topi”. Ma si sa, i gusti son gusti…
E buone ferie a mio padre che è venuto cercando: “per la cena vi voglio ringraziare uno per uno”.
Insomma, un minimo di contegno!
È proprio vero, pensa a quello che cerca “suonare il piffero sessuale”!
Giovanotto, sinceramente non credo il Cavaliere sia contento di un accostamento del genere. Si vergonii!
Per lei prevedo vacanza all’olio di ricino!
A settembre
lettera al direttore
Camminando per la strada ho casualmente visto un foglio fittamente scritto abbandonato per terra. Incuriosita, l’ho raccolto e ho cominciato a leggere. Era una lettera.
A quanto pare il famoso il Direttore cui era rivolta non ha ritenuto di doverla pubblicare.
Quindi ho colto la palla al balzo ed ho deciso di farlo io.
Del resto, come detto in altre occasioni e per ben altri e più alti scopi, io non mi tiro certo indietro quando c’è da far sentire una voce che altrimenti rimarrebbe silenziosa.
E se anche i lettori che passano da queste parti sono pochi, sono comunque buoni. Quasi tutti.
Buona lettura.
Caro direttore, la ringrazio dell’opportunità che mi dà di rispondere a Mila Spicola. Le scrivo perché la pur coraggiosa lettera con la quale la signora ha denunciato il nuovo tipo di discriminazione sessuale che affligge la società contemporanea, ha taciuto un aspetto fondamentale del problema. Aspetto altrettanto importante di quello da lei così ben sviscerato nella lettera a Repubblica. Mi riferisco al problema della V°.
Ebbene sì, in questa società infantile, completamente in balia di uomini-adolescenti continuamente preda dei propri ormoni, non solo le donne dal bel fondoschiena hanno vita dura. Che dire infatti di tutte le tettone? Mi riferisco ovviamente a quelle che si ritrovano il seno grosso per natura e non a quelle rifatte, che, fra parentesi, se vengono discriminate, in fondo se la son cercata.
Direttore, ma lo sa lei che vuol dire girare per le strade portandosi addosso una quinta di seno? Beh, glielo dico io. Pensa che a qualcuno importi della mia maturità scientifica? O del mio diploma come istruttrice di nuoto? O delle mie specializzazioni in storia del crawl e storia della pallanuoto?
No, caro Direttore! Tutti gli uomini con cui cerco di intavolare una discussione, già dopo la prima mezzora smettono di ascoltare le mie disquisizioni sullo sviluppo della fase di recupero nella bracciata a stile libero o sull’evoluzione delle entrate in attacco per, nel migliore dei casi, prendere a fissarmi insistentemente i capezzoli che si intravedono dalla mia scollatura! Nel peggiore dei casi si addormentano.
Direttore, non mi faccio illusioni, so bene che anche lei a questo punto starà solo pensando a mettermi le mani sulle tette! Perché non c’è scampo, siete tutti uguali!
Del resto siamo circondati. Ovunque ti giri, vedi donne bellissime, seminude, che offrono i loro corpi agli sguardi vogliosi di maschi-bambini, convinti che sia loro tutto concesso. Con il risultato che non posso più nemmeno girare per certi quartieri di notte con le mie magliette attillate. Vedesse che reazioni!
Per lo meno quelle ragazze che si denudano in televisione o sui calendari ci guadagnano qualcosa!
E a me che ne viene?
Solo l’umiliazione quotidiana di non sentirmi sufficientemente apprezzata per la mia indubbia intelligenza e ironia e cultura.
Per non parlare del mal di schiena!
Io non ne vedo, purtroppo.
Temo dovrò arrendermi al triste destino di sentir volare intorno, al mio solo apparire, il tristissimo: “Minchia, che tette!”
A vostra disposizione
non me somigghia penniente!
Alla fine ho ceduto. Lui e lui hanno talmente insistito, che l’ho fatto io pure.
Però la cosa strana è che più cerco di metterci caratteristiche fisiche somiglianti e più il risultato si discosta da me.
In pratica l’unica cosa che abbiamo in comune sono gli abiti e il fatto che fino a poco fa ero caffeinomane.
Ora neppure più quello…
AGGIORNAMENTO: a seguito del pressante invito di un blogger di cui non faccio il nome, ho deciso di mostrarmi in costume. Fra l’altro così è come mi auguro di ritrovarmi combinata fra una decina di giorni.
Fra l’altro questo giochino mi ha confermato che sarei un pessimo testimone oculare. Al momento dell’identikit non saprei decidermi a scegliere nemmeno il colore dei capelli…



