l’uomo che sussurrava a una renna che aveva scambiato per sua moglie

di maia, 22 dicembre 2008

L’altro giorno c’era su Repubblica un articolo di Oliver Sacks, o comunque di qualcuno che gli assomiglia molto1, che spiegava perché alla gente piacciono tanto i canti di natale.
L’articolo era piuttosto lungo e inconcludente. Così lungo e inconcludente come non ti aspetteresti mai da Oliver Sacks, posto che Oliver Sacks scriva effettivamente come io immagino che scriva.

E insomma questo articolo andava avanti per righe e righe e tu eri sempre lì che lo leggevi nella speranza che ti spiegasse effettivamente PERCHE’ alla gente piaccia così tanto quella paccottiglia sonora mielosa e furbetta, fra l’altro piena di macroscopici errori storici e di cose francamente poco credibili2.
E invece niente, questo Oliver Sacks si dilungava su come la musica agisca sulla corteccia cerebrale e su come influisca sull’alzhemer e sulla sindrome di Tourette e blablabla, senza arrivare minimamente a sfiorare il problema.

Al punto che alla terza pagina cominciavi a chiederti il vero perché di quell’articolo e se l’autore fosse effettivamente Oliver Sacks.

Cinque ore e sei caffè dopo, finalmente, veniva svelato l’arcano. No, non certo perché anche le persone mediamente intelligenti e normalmente refrattarie alle ruffianerie da metà dicembre vengano puntualmente colpite dal morbo di Bianco Natale3.

Finalmente si capiva chiaramente che il vero autore del pezzo non era Oliver Sacks, ma qualcuno che, pur di far comparire un proprio scritto, si fingeva Oliver Sacks, imitandone lo stile piano e banale.

Il trucco sarebbe anche riuscito, non fosse che alla fine il contraffattore si è tradito come il più ingenuo dei bambini.
E infatti, arrivati all’ultimo capoverso, ci si rende conto che tutto l’articolo non era che un lungo, scontato preambolo per annunciare alla nazione intiera la fondamentale notizia che lui, l’autore, ha ripreso a seguire lezioni di piano.
A quel punto non si poteva sbagliare, quel pezzo era di Citati!

La truffa sarebbe talmente grave4 da far gridare allo scandalo, ma in fondo è quasi Natale, siamo tutti più buoni e poi questa jingle bells rock mi mette un’allegria… che l’unica cosa che riesco a gridare sono gli auguri!

Buone Feste a tutti!

  1. non che io conosca Oliver Sacks di persona. Dicevo solo che scrive come lui.
    Non che io abbia mai letto Oliver Sacks. Intendevo dire che il tizio scrive proprio come io immagino scriva Oliver Sacks []
  2. voglio dire, con tutti i regali che deve portare in giro, vi pare possibile che bastino solo dodici povere renne a sollevare la slitta di Babbo Natale? []
  3. persino la mia amica detta  “io ti spiezzo” in questi giorni canticchia con occhio umido mariah carey versione natalizia []
  4. non esiste, infatti, niente di più scorretto che scrivere lunghi pezzi con la scusa di parlar di qualcosa di serio, quando invece tutte quelle parole non sono che enormi preamboli a un breve, banalissimo messaggio []