<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Solo in superficie &#187; cabaret bisanzio</title>
	<atom:link href="http://soloinsuperficie.com/category/cabaret-bisanzio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://soloinsuperficie.com</link>
	<description>non cercate pensieri profondi, qui si naviga solo in superficie</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Mar 2012 08:33:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
		<item>
		<title>CB is back!</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2009/03/21/cb-is-back/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2009/03/21/cb-is-back/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 20:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/?p=822</guid>
		<description><![CDATA[E alla fine eccolo! Più bello di Brunetta, più divertente di Berlusconi, più carismatico di Franceschini (nomino il bel Dario per meri motivi di par conditio sine qua pro quo1 ), è tornato su questi schermi il blog che tutti amiamo. Ed è tutto rinnovato, colori, contenuti, impaginazione! Beh, sui contenuti non ci metto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E alla fine eccolo!<br />
Più bello di <a href="http://www.youblob.org/images/brunetta.jpg" target="_blank">Brunetta</a>, più divertente di <a href="http://www.theage.com.au/ffximage/2006/03/27/svBERLUSCONI_wideweb__470x312,0.jpg" target="_blank">Berlusconi</a>, più carismatico di <a href="http://img527.imageshack.us/img527/6730/franceschini.jpg" target="_blank">Franceschini</a> (nomino il bel Dario per meri motivi di par conditio sine qua pro quo<sup><a href="http://soloinsuperficie.com/2009/03/21/cb-is-back/#footnote_0_822" id="identifier_0_822" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="non voglio mica che ci chiudano il sito appena riaperto!">1</a></sup> ), è tornato su questi schermi il blog che tutti amiamo.<br />
Ed è tutto rinnovato, colori, contenuti, impaginazione!<br />
Beh, sui contenuti non ci metto la mano sul fuoco (mica sono Nunzio Scelba!), ma sulla grafica&#8230; vi dico solo che è curata dal <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/">creatore</a> di questa meraviglia di template qui (nel senso di questo qui, il mio).<br />
E va bene, è vero, ci scrivo pure io<sup><a href="http://soloinsuperficie.com/2009/03/21/cb-is-back/#footnote_1_822" id="identifier_1_822" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="rigorosamente sotto pseudonimo, mica sono scema&amp;#8230;">2</a></sup>, ma non vi preoccupate, ci sono anche tanti autori nuovi, bravissimi.<br />
Sarà tutto un susseguirsi di articoli brillanti, vignette, recensioni&#8230;<br />
Vi assicuro che non si era mai vista tanta carne al fuoco dai tempi di <a href="http://img333.imageshack.us/img333/5986/silvioapicella4up.jpg" target="_blank">Nerone</a>!<br />
Cosa aspettate, allora? Correte subito a leggere il Nuovo Cabaret Bisanzio!<sup><a href="http://soloinsuperficie.com/2009/03/21/cb-is-back/#footnote_2_822" id="identifier_2_822" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="per collegarvi basta premere sul bel disegnino l&agrave; sopra. Aut. Min. n.166 696969, per eventuali controindicazioni leggere attentamente il foglietto illustrativo. Non assumere in caso di morte">3</a></sup>.<br />
Non ve ne pentirete, vi dico.<br />
D&#8217;accordo?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cabaretbisanzio.com/" target="_blank"><img class="aligncenter" title="cabaret bisanzio" src="http://img14.imageshack.us/img14/2461/cbvintagebanner.jpg" alt="" height="180" /></a></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_822" class="footnote">non voglio mica che ci chiudano il sito appena riaperto!</li><li id="footnote_1_822" class="footnote">rigorosamente sotto pseudonimo, mica sono scema&#8230;</li><li id="footnote_2_822" class="footnote">per collegarvi basta premere sul bel disegnino là sopra. Aut. Min. n.166 696969, per eventuali controindicazioni leggere attentamente il foglietto illustrativo. <strong>Non assumere in caso di morte</strong></li></ol>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2009/03/21/cb-is-back/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Boris (gli occhi del cuore)</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2008/03/30/boris/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2008/03/30/boris/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 23:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[visioni]]></category>
		<category><![CDATA[audizioni]]></category>
		<category><![CDATA[boris]]></category>
		<category><![CDATA[elio]]></category>
		<category><![CDATA[guzzanti]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2008/03/30/boris/</guid>
		<description><![CDATA[i più attenti (e più musicalmente colti) di voi avranno sicuramente riconosciuto il pezzo che ho postato, anche se abituati ad ascoltarlo con altre parole. La musica e la voce sono inconfondibili. Si tratta del regalo che Elio ha voluto fare ad un esperimento coraggioso della televisione italiana. Della televisione satellitare, per essere precisi, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/65vj-dCqLq8&amp;color1=0x402061&amp;color2=0x9461ca&amp;hl=en" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/65vj-dCqLq8&amp;color1=0x402061&amp;color2=0x9461ca&amp;hl=en" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p>i più attenti (e più musicalmente colti) di voi avranno sicuramente riconosciuto il pezzo che ho postato, anche se abituati ad ascoltarlo con altre parole.<br />
La musica e la voce sono inconfondibili.<br />
Si tratta del regalo che Elio ha voluto fare ad un esperimento coraggioso della televisione italiana.</p>
<p>Della televisione satellitare, per essere precisi, perché un prodotto del genere difficilmente avrebbe potuto veder la luce su un canale rai-mediaset.<br />
Né, a occhio, troverà  posto nei palinsesti della tv generalista, se non ad orari strani, magari in piena notte, quando il rischio che la novità non raccolga il favore del pubblico sono minimizzati.</p>
<p>Boris è un telefilm intelligente, giocato tutto sulla scrittura e sulla recitazione, senza trucchetti, senza scorciatoie, senza quei &#8220;ganci&#8221; che solitamente riempiono tutte le produzioni &#8220;raiset&#8221;. In altre parole non ci sono belloni spaventosi, né battute grevi, né quel sapore zuccheroso che a noi &#8220;ce piace tanto&#8221;.</p>
<p>Qui si prende in giro la fiction italiana, e lo si fa con una ferocia garbata, senza sconti e senza orpelli.<br />
Nessuno si salva, il set è popolato da esseri cinici, egoisti, disillusi, tutti (tranne gli attori, ovviamente cani e raccomandatissimi, troppo pieni di sé per rendersi conto di qualunque cosa che non sia la propria immagine) perfettamente coscienti di star realizzando un&#8217;opera sciatta, squallida, insensata, in poche parole brutta.<br />
In questo mondo viene catapultato un giovane stagista dall&#8217;animo innocente, entusiasta all&#8217;idea di poter stare così vicino ad un vero regista e di poter imparare da lui il magnifico mestiere di confezionatore di sogni.<br />
Quello che si ritrova davanti è un uomo cui interessa solo chiudere al più presto le scene senza impegnarsi troppo, convinto che al pubblico di fiction piacciano solo porcate. E lui porcate confeziona.<br />
Così chiede al suo direttore delle luci, cocainomane perennemente a caccia di un&#8217;altra dose, di &#8220;smarmellare&#8221; tutto, ossia buttare una luce piatta e spersonalizzante sul set. Agli attori chiede solo facce perplesse. Ma soprattutto tutti devono fare tutto &#8220;un po&#8217; a cazzo di cane&#8221;.<br />
Lo stagista, inizialmente spaesato, pian piano si adegua.</p>
<p>Non mancano il delegato di rete, tipico funzionario (rai?) che non capisce niente di televisione, recitazione, regia, cui interessa solo mantenere il proprio posto, interpretato da un ottimo Antonio Catania, il delegato di produzione, che pensa solo a risparmiare soldi, gli sceneggiatori idioti, la segretaria di produzione alcolizzata e l&#8217;assistente alla regia, una Caterina Guzzanti mai così in forma.</p>
<p>Fra l&#8217;altro il telefilm deve essere molto piaciuto anche agli addetti ai lavori, visto che col passare delle puntate sono aumentate le partecipazioni amichevoli di attori più o meno famosi.</p>
<p>Il risultato è un prodotto leggero, veloce, apprezzabile anche nella crudezza delle luci (quelle &#8220;vere&#8221;, non quelle della finta fiction) e della scenografia. Certo, non si fanno le grasse risate, ma alla fine di ogni puntata non si ha l&#8217;impressione di aver buttato via malamente venti minuti.</p>
<p>Il che è quasi un miracolo nel desolato panorama televisivo italiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2008/03/30/boris/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>29</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La vita è meravigliosa</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2008/01/08/la-vita-e-meravigliosa/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2008/01/08/la-vita-e-meravigliosa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 23:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[i vostri preferiti]]></category>
		<category><![CDATA[visioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore; cuore; film; cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2008/01/08/la-vita-e-meravigliosa/</guid>
		<description><![CDATA[Il mio problema è che guardo troppi film. E ne rimango terribilmente impressionata. Come quella volta dopo matrix, quando cercavo ovunque la pillolina blu che mi avrebbe fatto risvegliare tranquillamente nel mio letto. Alla fine l’ho trovata. E mi sono risvegliata nella tana del bianconiglio. O quella volta dopo jfk, quando sperimentavo la teoria del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://chocoadicta.bitacoras.com/imgs2/wonderfullife.jpg" alt="" hspace="7" vspace="3" width="124" height="167" align="left" />Il mio problema è che guardo troppi film.<br />
E ne rimango terribilmente impressionata.<br />
Come quella volta dopo matrix, quando cercavo ovunque la pillolina blu che mi avrebbe fatto risvegliare tranquillamente nel mio letto. Alla fine l’ho trovata. E mi sono risvegliata nella tana del bianconiglio.<br />
O quella volta dopo jfk, quando sperimentavo la teoria del proiettile impazzito dalle finestre di casa.<br />
Ma nessun film, e ripeto nessuno, è pericoloso quanto “la vita è meravigliosa”.<br />
Ricordo quando lo facevano ogni anno in tv. Non appena le case andavano riempiendosi di alberi di natale e panettoni, lui zac! Si presentava in tutto il suo abbagliante bianco e nero.</p>
<p>Odiavo quel film, mi faceva piangere sempre. Mia mamma, inflessibile, ci obbligava a guardarlo. Lei adorava quel film. La faceva piangere sempre.<br />
Ma da un po’ di anni non lo trasmettono più. Non sulle reti principali, almeno. Ogni tanto lo si vede sbucare su qualche canale locale.<br />
Quest’anno, per esempio, era su tv-quartiere 5. Non lo si poteva guardare. La pellicola saltellante, l’audio fuori sincrono. Una pena. E sono stata assalita da un’ondata di nostalgia. In fondo mamma è tanto che non piange più come si deve. Frignucola ogni tanto, ma si vede che non lo fa con vera soddisfazione.<br />
Così sono andata di nascosto in videoteca (in epoca emuliana è diventata pratica inconfessabile) e l’ho visto.<br />
Tutto solo nel reparto Frank Capra. Tutti gli altri erano stati comprati, tutti gli “Accadde una notte”, i “Meet John Doe”, gli “Arsenico e vecchi merletti”… solo lui era rimasto lì. Avrei dovuto capire che non era una buona idea.<br />
E invece l’ho preso.<br />
A casa, tutti erano impazziti dietro il cenone di natale. Non ho provato nemmeno ad offrire il mio aiuto. Da quando ho visto ratatouille mi è proibito l’accesso in cucina.<br />
Mi sono rinchiusa nella cameretta e ho inserito il dvd nel lettore.<br />
Dopo due secondi ero irritata dalla saccenteria di quell’operetta morale, annegata sotto strati e strati di melassa.<br />
Dopo quattro innaffiavo il parquet delle mie calde lacrime.<br />
Santo cielo, mi dicevo, ognuno di noi è importante, ma che dico, fondamentale nella vita altrui! E ognuno è artefice del proprio destino! Se solo lo voglio, posso riuscire in tutto. Voglio fare miss universo? Basta volerlo! Voglio diventare campionessa del mondo di qualunque cosa? Basta volerlo! Voglio diventare miliardaria? Basta volerlo!<br />
Basta mettersi in bilico su un ponte la notte di natale e minacciare di buttarsi di sotto ed ecco che l’angelo di seconda classe comparirà al mio fianco e mi indicherà la strada!<br />
Aspetto trepidante l’avvicinarsi della mezzanotte. Appena mi accorgo che tutti i familiari sono in preda ai fumi dell’alcol e cominciano a cantare novene pasquali, sgattaiolo fuori di casa e mi avvio verso Pont sur Mugnon.<br />
L’avevo scelto con cura.<br />
Doveva essere un ponte abbastanza bello, con eleganza e dignità di ponte da (pseudo)tentato suicidio.<br />
Ma non doveva essere troppo centrale o frequentato, altrimenti correvo il rischio che qualche benintenzionato di passaggio si mettesse in testa di “salvarmi” prima dell’arrivo del mio Clarence.<br />
Pont sur Mugnon è perfetto per questo. Solido, sobrio e isolato.<br />
Mi inerpico sul mezzo metro e passa della spalletta e comincio a guardare verso l’alto.</p>
<p>Niente.</p>
<p>Porta pazienza, mi dico, Clarence e i suoi in fondo operano in america, per quanto angeli, ci vorrà pure del tempo per arrivare sin qua.</p>
<p>Dopo qualche ora comincio a spazientirmi.<br />
“ehi, lassù, mi vedete? Io son qui, sul ponte. Sfiduciata nella vita, nelle mie capacità, ecc ecc. e sto per buttarmi. Capito? IO STO PER BUTTARMI!”</p>
<p>Niente.</p>
<p>“Allora? Siete sordi? IO MI BUTTO, EH”</p>
<p>Niente.</p>
<p>Vabbè, è la notte di natale, magari adesso sono impegnati. Tanto io non ho fretta. A casa sono tutti ubriachi e comunque c’è cibo in abbondanza, almeno fino al ventisette non si accorgeranno nemmeno della mia assenza.<br />
Posso aspettare.<br />
Però fa freddo…<br />
Magari se saltello un po’ mi riscaldo.<br />
Certo, se nevicasse sarebbe meglio. Sarebbe più romantico. Vuoi mettere con questa pioggerellina? E questo ghiacc…</p>
<p>Per fortuna il ponte che avevo scelto non era troppo alto.<br />
Ho qualche costola dolorante e una gamba ingessata, ma in fondo non me la passo niente male.<br />
È vero, è una seccatura rimanere immobilizzati su una sedia a rotelle, però almeno adesso sono al centro dell&#8217;attenzione. I dottori hanno detto che devo starmene calma e in assoluto riposo per qualche tempo e i miei mi vezzeggiano premurosamente. Mi hanno addirittura regalato un film!<br />
Ehi, è Hitchcock! Io adoro Hitchcock!<br />
E “la finestra sul cortile” non l&#8217;ho mai visto!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2008/01/08/la-vita-e-meravigliosa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>47</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La febbre del sabato sera</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2007/12/23/la-febbre-del-sabato-sera/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2007/12/23/la-febbre-del-sabato-sera/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 11:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sentimentale]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[i vostri preferiti]]></category>
		<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[voyager]]></category>
		<category><![CDATA[amiche]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[tempo che passa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2007/12/23/la-febbre-del-sabato-sera/</guid>
		<description><![CDATA[ovvero, fenomenologia della seratina fra amiche. La famigerata uscita del sabato sera fra sole donne è un fenomeno molto studiato dalla sociologia contemporanea. Dagli sciami di ragazzine eccitate, troppo truccate e troppo poco vestite, che si raggrumano davanti alle discoteche. Alle mandrie di anziane signore fameliche, troppo truccate e troppo leopardate che si assiepano davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ovvero, fenomenologia della seratina fra amiche.</p>
<p>La famigerata uscita del sabato sera fra sole donne è un fenomeno molto studiato dalla sociologia contemporanea.<br />
Dagli sciami di ragazzine eccitate, troppo truccate e troppo poco vestite, che si raggrumano davanti alle discoteche. Alle mandrie di anziane signore fameliche, troppo truccate e troppo leopardate che si assiepano davanti ai ristoranti, ogni fascia di età riserva mirabili spunti a chi le osserva con attenzione.</p>
<p>Qui ci occuperemo delle trentenni in libera uscita.</p>
<p>La fascia delle trentenni è la più varia. Una zona intermedia in cui la maggior parte degli esemplari si è già costruita una famiglia, ma in cui gli esemplari single non vengono considerati ancora socialmente troppo vecchi per essere giudicati patetici casi senza speranza.<br />
In gruppi di femmine di questo genere, le serate del sabato sera si svolgono sempre più o meno seguendo una scaletta molto rigida.<br />
I luoghi scelti per trascorrere la serata sono l&#8217;unico elemento non codificato, potendo variare anche sensibilmente a seconda dei gusti personali e del grado di accettazione del passare del tempo.<br />
Si vedono, dunque, gruppetti di trentenni che affollano le stesse discoteche frequentate da quindicenni (che poi sono quelli che finiscono la serata col più alto tasso di depressione), come gruppetti che affollano le sale dei cinema, dei ristoranti o dei pub.<br />
Indipendentemente dal luogo prescelto, però, l&#8217;evoluzione della serata è sempre lo stesso.</p>
<p>Il ritrovo</p>
<p>Gli elementi felicemente sposati e con figliolanza, si presentano in leggero anticipo all&#8217;appuntamento, impazienti di godersi quella che chiamano l&#8217;ora d&#8217;aria.<br />
Le single, che mai hanno abbandonato le buone vecchie abitudini giovanili, si presentano con il canonico quarto d&#8217;ora di ritardo.<br />
Ogni arrivo è salutato da imponenti schiamazzi, che pare abbiano la funzione di riconoscere coloro che via via vi si aggiungono come legittimi membri del gruppo.</p>
<p>Il primo tempo</p>
<p>La prima parte della serata è sempre dedicata all&#8217;aggiornamento sulle rispettive vicissitudini. La parte del leone in questa fase è senza dubbio delle sposate con prole, che si impossessano della conversazione e la dirigono immancabilmente sulle gioie familiari. Sulle innumerevoli soddisfazioni che riservano i pargoli, i loro mirabili progressi nel campo della deambulazione, della proprietà di linguaggio, della minzione e defecazione.<br />
In questa fase le coniugate non ancora riprodottesi possono inserire qualche osservazione di ammirata invidia.<br />
Le non sposate usano annuire in silenzio o, al massimo, proferire ogni tanto qualche verso gutturale di meraviglia e di approvazione.<br />
Le amabili chiacchiere vengono abbondantemente irrorate con bevande varie. Usualmente cocktail analcolici per le madri, cocktail alla moda per le sposate semplici e boccali di americani o whiskey liscio per le single.</p>
<p>Il secondo tempo</p>
<p>Dopo qualche ora di scoppiettante conversazione, e dopo che le madri si son convertite agli alcolici, il discorso si sposta malinconicamente sui ricordi di gioventù. Che a quell&#8217;ora sembra incredibilmente lontana. A farla da padrone son sempre le sposate, semplici o riprodotte, che rimpiangono giorni felici in cui potevano fare tutto quello che volevano, quando volevano, senza l&#8217;insopportabile peso dei bimbi al seguito, figli o mariti che siano.<br />
L&#8217;attenzione si sposta progressivamente sulle single, che avvertono avvicinarsi il proprio momento e, generosamente, passano le proprie bibite alle felicemente affamigliate.<br />
Partono narrazioni di incredibili avventure amorose, gesti romantici di corteggiatori irriducibili, atleticissimi incontri sessuali orgiastici che le sposate ascoltano con le lacrime agli occhi.<br />
Quando l&#8217;esemplare più debole del gruppo crolla dando una testata sul tavolo, si realizza che è ora di tornare a casa.</p>
<p>Il terzo tempo</p>
<p>Si organizzano, con gran difficoltà, le macchine per il rientro.<br />
Alla fine, dopo aver schiamazzato abbondantemente ed aver cantato a squarciagola quelli che sono evidentemente canti di saluto, tutte riescono a montare più o meno compostamente nelle automobili assegnate. Si muovono in carovana, superandosi e clacsonandosi a vicenda e urlandosi parole incomprensibili da un finestrino all&#8217;altro.<br />
La prima tappa è sotto casa della single. Quelle ancora sveglie e in possesso delle proprie facoltà motorie scendono per salutarla di nuovo calorosamente e, ammiccando, le gridano in un orecchio: tanto lo sappiamo che ora ti cambi ed esci di nuovo con, quanti, tre uomini?<br />
Beata te!<br />
La single si schermisce ridacchiando.</p>
<p>Le altre se ne vanno, rumorosamente, come sono arrivate.</p>
<p>La single guarda l&#8217;ora.<br />
Caspita! già le nove e mezzo! Meglio andare a letto, che domani mattina mi aspetta il corso di yoga in videocassetta!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2007/12/23/la-febbre-del-sabato-sera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>intervallo (sabato italiano)</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2007/12/08/intervallo-sabato-italiano/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2007/12/08/intervallo-sabato-italiano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 17:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[i vostri preferiti]]></category>
		<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[feste comandate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2007/12/08/intervallo-sabato-italiano/</guid>
		<description><![CDATA[Fra un tempo e l&#8217;altro di poltergeist un po&#8217; di pubblicità. Sabato pomeriggio. Tempo di relax. Finalmente posso riprendere in mano quel libro che mi piace tanto e che non riesco mai a finire. Uhm&#8230; sì, voglio proprio godermelo sotto il piumone caldo&#8230; Leggo la prima parola. Mi fermo. Riattacco. Mi rifermo. Riprovo. Nulla da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.riminitouring.com/public/wp-content/uploads/2007/08/carosello.jpg" height="260" width="350" /></p>
<p>Fra un tempo e l&#8217;altro di poltergeist un po&#8217; di pubblicità.</p>
<p>Sabato pomeriggio. Tempo di relax.<br />
Finalmente posso riprendere in mano quel libro che mi piace tanto e che non riesco mai a finire. Uhm&#8230; sì, voglio proprio godermelo sotto il piumone caldo&#8230;<br />
Leggo la prima parola.<br />
Mi fermo.<br />
Riattacco.<br />
Mi rifermo.<br />
Riprovo.<br />
Nulla da fare.<br />
E&#8217; che proprio non riesco a concentrarmi. Mia sorella nella stanza accanto ha messo Amici a tutto volume. Ho provato a neutralizzarli sparandomi gli acuti di <a href="http://it.youtube.com/watch?v=r_44kw-VNQs" target="_blank">Aretha Franklin</a> nelle orecchie, ma davanti agli squittii eccitati del pubblico della De Filippi è tutto inutile.<br />
Spazientita, metto da parte il libro e decido di controllare la posta elettronica. Parto dalla casella hotmail. Una volta mi piaceva hotmail. In fondo è stata la mia prima casella  e la prima volta, si sa…<br />
Ma da qualche tempo a questa parte è diventato di una lentezza insopportabile. Tutta colpa di quei filmatini pubblicitari che mettono in testa alla pagina. Saranno anche bellini, di sicuro sono pesanti e ogni volta aprire o inviare un messaggio diventa una lunga agonia. Mentre sono lì che aspetto che compaia la videata della posta indesiderata, mi faccio un caffè, completo un sudoku, mi limo le unghie, e alla fine lo vedo.<br />
Là in cima, tutto colori sgargianti.<br />
Bello grosso.<br />
No, non “<strong>TUTTE LA CANZONI DI BIAGIO ANTONACCI</strong>”, per carità!<br />
Quello che mi ha folgorato è stato:<br />
<font size="4"><strong><br />
</strong></font></p>
<p align="center"><font color="#ff00ff" face="Tahoma" size="5"><strong>VUOI TROVARE L’UOMO PERFETTO GRATIS?</strong></font></p>
<p><font size="2"><br />
E lo domandi? Certo che sì! Certo che lo voglio l’uomo perfetto gratis! Basta con questi uomini perfetti che costano un occhio della testa, che devi imbottire di soldi a inizio serata perché poi facciano il bel gesto di pagare la cena o il cinema o il motel!<br />
Io l’uomo perfetto lo voglio gratis!<br />
E ricco.<br />
Bene, fammi vedere dove lo trovo, questo uomo perfetto gratis.<br />
Ma porc… che c’entra adesso l’epilatore Braun? I maledettissimi filmatini pubblicitari. Oltre ad essere pesantissimi, hanno il difetto di cambiare in continuazione. E me lo spieghi adesso che me ne faccio delle gambe liscissime senza l’uomo perfetto che me le carezzi?</font></p>
<p><font size="2">Nel frattempo Amici è finito, mia sorella erompe nella stanza volteggiando sulle punte con leggiadria d&#8217;elefante, e cantando a squarciagola una canzoncina della trasmissione.</font></p>
<p><font size="2">Dio che sabato…</font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2007/12/08/intervallo-sabato-italiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La famiglia rompiglioni 3 &#8211; gli esordi</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2007/05/25/la-famiglia-rompiglioni-3-gli-esordi/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2007/05/25/la-famiglia-rompiglioni-3-gli-esordi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 May 2007 14:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sentimentale]]></category>
		<category><![CDATA[i vostri preferiti]]></category>
		<category><![CDATA[la Famiglia Rompiglioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2008/01/03/la-famiglia-rompiglioni-3-gli-esordi/</guid>
		<description><![CDATA[Il motto della famiglia rompiglioni è buon sangue non mente. Ed è proprio vero. Chiunque nasca con sangue rompiglioni, non può che essere un perfetto rompiglioni. Inutile sperare che la maledizione salti qualche generazione. Magari nei primi tempi, quando il nuovo rompiglioni è uno scricciolo appena nato o un dolcissimo bimbo dal sorriso seducente, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Verdana">Il motto della famiglia rompiglioni è buon sangue non mente.<br />
Ed è proprio vero.<br />
Chiunque nasca con sangue rompiglioni, non può che essere un perfetto rompiglioni.<br />
Inutile sperare che la maledizione salti qualche generazione. Magari nei primi tempi, quando il nuovo rompiglioni è uno scricciolo appena nato o un dolcissimo bimbo dal sorriso seducente, ci si può anche illudere. Ma ben presto ci si deve arrendere alla dura realtà.</font></p>
<p><font face="Verdana">Prendiamo me per esempio.</font></p>
<p><font face="Verdana">Passai i primi anni di vita suscitando false speranze nei miei genitori.<br />
Troppo piccola per andare all’asilo, mi lasciavano a casa con una sorella di mia madre, giovane e carina, che ci teneva molto alla mia formazione: appena arrivava, mi metteva in mano un giornale ed andava a discutere di non so quali problemi da grandi con un amico in camera dei miei.<br />
Così io passavo lunghe ore nel seggiolone a giocare tranquillamente con un quotidiano, di solito la Nazione, a ridurlo in minuscole striscioline, disporle in composizioni simmetriche (avevo un precoce senso dell’ordine, peccato l’abbia altrettanto precocemente smarrito), per poi mangiarle con gusto.<br />
Al rientro da lavoro, i miei mi ritrovavano nello stessa posizione in cui mi avevano lasciata, con una densa bavetta nero-inchiostro che mi colava dall’angolo della bocca ed un’espressione sazia e soddisfatta, come doveva averla Jorge mentre si mangiava Aristotele.<br />
Mia zia, invece, la trovavano sempre un po’ scarmigliata e ansimante, come se avesse appena finito di correre. Quanto al suo amico, temo non siano mai riusciti ad incontrarlo.<br />
Quando cominciai a rendermi conto che mangiare bistecche al sangue era molto più gustoso di quanto non fosse mangiare giornali, oltretutto di pessima qualità, decisi di utilizzare quei fogli in altro modo. E imparai a leggere. Quando cominciai anche a capire cosa stavo leggendo, decisi che da adulta non avrei mai comprato la Nazione.<br />
Insomma, a tre anni ero il sogno di ogni genitore: silenziosa, tranquilla e letterata.</font></p>
<p><font face="Verdana">Fu all’asilo che cominciai a rivelare i primi sintomi.<br />
In quella bolgia di mostriciattoli urlanti non potevo dedicarmi ai miei giochi silenziosi, anche perché le suore pretendevano di farmi socializzare con gli altri bambini. Volevano farmi giocare a tutti i costi al gioco della sedia. Quando, dopo mesi di studio, ne compresi il meccanismo (ero già allora una bimba molto analitica), decisi di buttarmi nella mischia. Così presi a picchiare ferocemente i più piccoli perché mi cedessero spontaneamente il loro posto. In fondo, perché affannarsi, quando potevo starmene comodamente ad aspettare che mi facessero sedere gli altri? Dopo una settimana il gioco fu abolito. Ero la più grossa e riuscivo facilmente a ridurre alla ragione anche i compagni più riottosi. Finiva che tutti rimanevano in piedi a rispettosa distanza, anche dopo che mi ero seduta.</font></p>
<p><font face="Verdana">Delle elementari ho ricordi poco significativi, tranne una lezione di educazione sessuale, che merita un capitolo a parte, ed il fatto che il compagno di classe di cui ero perdutamente innamorata faceva il filo alla biondina del primo banco. Da allora decisi di odiarla.<br />
Divenne la mia migliore amica.<br />
E presi una decisione che cambiò la mia vita: se proprio non piacevo al mio amore, allora non valeva la pena di piacere a nessuno! Fu così che intrapresi la carriera di prima della classe.<br />
Nei restanti anni delle elementari ed in quelli delle medie, mi esercitai a fare la secchiona in maniera sempre più rigorosa.<br />
Ogni giorno arrivavo a scuola conoscendo alla perfezione fino a sei capitoli in più rispetto a quelli assegnati. Alzavo sempre la mano, suggerivo ostentatamente quando venivano interrogati gli altri.</font></p>
<p><font face="Verdana">Al liceo la mia popolarità subì un’ impennata imprevista. Fra i miei compagni cominciò a girare la canzoncina “viva viva la rompiglione, la più amata delle secchione!”. Ma io non mi lasciai lusingare, conoscevo bene il motivo di tanto improvviso amore. Il compito di latino. Volevano che li aiutassi nelle versioni. E decisi di accontentarli.<br />
Però feci pagar cara la mia condiscendenza. Passavo le versioni, è vero, ma le passavo tradotte in inglese.<br />
Così la mia classe era l’unica in tutto l’istituto in cui, ad ogni compito di latino, gli studenti si presentavano col vocabolario d’inglese…</font></p>
<p><font face="Verdana">Ma non pensate male, non ero cattiva, ero solo… rompiglioni.<br />
A parziale giustificazione del mio comportamento, devo dire che in quegli anni si infransero i due più grandi sogni della mia vita: fare la suora missionaria in Amazzonia e la cantante lirica nel resto del mondo. A cancellare il primo ci pensò il mio senso di sdegno verso l’eccessivo lassismo della Chiesa. Voglio dire, trovavo inammissibile che si consentisse ai bimbi di piangere durante le funzioni ed alle vecchine di fare le gare di velocità nel recitare il rosario. E, diciamocelo, tutte quelle gonne corte al ginocchio davanti all’altare…<br />
Il secondo invece sbiadì da sé quando mi resi conto che aver imparato a suonare il piffero alle medie non mi qualificava come esperta musicale e che cantare a squarciagola le arie della regina della notte in una lingua ignota (che certo non era tedesco, visto che di quell’idioma conosco solo la parola “essen”) non faceva di me una cantante.<br />
Quando poi i miei mi proibirono di cantare, pena l’espulsione perenne da casa, qualunque cosa, foss’anche l’inno della fiorentina, dovetti prendere atto del fatto che la voce non è la mia dote migliore.</font></p>
<p><font face="Verdana">E l’amore non è che andasse meglio.<br />
La prima vera cotta la provai per il bello della spiaggia.<br />
Era il ragazzo più conteso del paese in cui trascorrevo le vacanze.<br />
Mi trovavo nella inusuale situazione in cui la padronanza del latino e dell’inglese non servivano a niente. In quel campo occorrevano ben altre doti. Delle quali ero totalmente sprovvista.<br />
Con gli esponenti del sesso opposto non sapevo proprio come comportarmi.<br />
Mancandomi quelle armi tattiche, prettamente femminili, che occorrevano per sbaragliare la concorrenza, decisi di invitare la biondina del primo banco perché mi mostrasse come fare. Lei ha sempre riscosso un enorme successo con gli uomini. La ospitai a casa mia. Sin dal primo giorno si mise all’opera e mi fece vedere come dovevo comportarmi con lui. Non ebbi il minimo dubbio sulla bontà dell’idea, finché non li vidi avvinghiati sulla spiaggia con tre metri di lingua in bocca.<br />
Mi spezzarono il cuore.<br />
Decisi di vendicarmi.<br />
Feci loro da testimone di nozze.<br />
(continua…)</font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2007/05/25/la-famiglia-rompiglioni-3-gli-esordi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>l&#8217;anno della maturità</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2007/05/23/lanno-della-maturita/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2007/05/23/lanno-della-maturita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 14:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2008/01/03/lanno-della-maturita/</guid>
		<description><![CDATA[“E tu dov’eri, cosa stavi facendo?” è la domanda che ti fanno più o meno tutti. Che imbarazzo dover rispondere “veramente non lo ricordo”. Imbarazzo misto a senso di colpa. Perché io di quel 23 maggio del 1992 non ricordo nulla. Non ricordo dov’ero, cosa stavo facendo, con chi. Era l’anno della maturità. Tutto vissuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Verdana" size="10"><img src="http://www.cabaretbisanzio.com/wp-content/uploads/2007/05/maturita.thumbnail.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left" align="cssLeft" height="115" hspace="7" vspace="2" width="150" /><font size="2">“E tu dov’eri, cosa stavi facendo?” è la domanda che ti fanno più o meno tutti. Che imbarazzo dover rispondere “veramente non lo ricordo”.<br />
Imbarazzo misto a senso di colpa. Perché io di quel 23 maggio del 1992 non ricordo nulla. Non ricordo dov’ero, cosa stavo facendo, con chi.<br />
Era l’anno della maturità. Tutto vissuto in un’altalena di angoscia e sospensione nell’incoscienza, credo per salvare quel poco di nervi rimasti.<br />
Una cosa però la ricordo benissimo. Ricordo la mia reazione alla notizia.<br />
Una reazione della quale mi vergogno.<br />
Pensai:  “Beh, era questione di tempo”.<br />
Poi altre emozioni prevalsero: sconforto, rabbia, frustrazione.</font></font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">La traccia sull’attualità quell’anno riguardava la <em>conferenza mondiale su ambiente e sviluppo</em> che si era tenuta a Rio de Janeiro i primi di giugno.<br />
I giornali e le televisioni ne parlavano come di un evento storico che avrebbe rivoluzionato in meglio la vita di tutti, risolto definitivamente i problemi di surriscaldamento globale e di inquinamento.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">Feci quel tema, pensando ad altro.<br />
Ne venne fuori un’amara dichiarazione di disillusione.<br />
Il presidente di commissione agli orali mi disse, mentre ancora mi stavo sedendo: “signorina, il suo tema ci ha lasciati sbigottiti. Qui si parla di qualcosa di unico, di innovativo. Non può già partire con l’idea che resterà tutto come prima, che è tutto inutile. Non è troppo giovane per essere così cinica?”.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">Ricordo esattamente dov’ero il 19 luglio 1992.<br />
Ero a Capraia, a casa di un’amica, a festeggiare la maturità raggiunta.<br />
Un posto da favola, un piccolo paradiso.<br />
La mamma della mia amica entrò in cucina ansante: “Lo hanno rifatto. Hanno ucciso Borsellino!”.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">Di quella volta invece ricordo tutto.<br />
I colori della casa, quasi accecante nel suo bianco perfetto. I colori delle imposte, azzurre come il cielo terso di quei giorni. La tovaglia colorata sulla tavola. La faccia di quella donna, sinceramente sconvolta.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">Quella volta ho pianto.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">Guardavamo ai telegiornali la gente in strada manifestare la propria rabbia. La padrona di casa era raggiante. “Qualcosa sta cambiando, finalmente!” diceva. Io mi sentivo in colpa. Mi chiedevo solo “quanto durerà?”.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">Nel 1992 non diventai solo <em>matura</em>. Quell’anno diventai vecchia.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2"> </font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">(</font><font face="Verdana" size="2">crosspostato su <a href="http://www.cabaretbisanzio.com/" target="_blank">cabaret bisanzio</a>)</font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2007/05/23/lanno-della-maturita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>innocenti evasioni</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2007/04/17/innocenti-evasioni/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2007/04/17/innocenti-evasioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2007 14:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[a lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[allucinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[i vostri preferiti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2008/01/03/innocenti-evasioni/</guid>
		<description><![CDATA[Se stasera sono qui e vi posso parlare, è perché sono evasa dall’archivio. L’archivio del mio ufficio intendo. Lo studio in cui lavoro è infatti una palazzina di tre piani divisa in piccoli ambienti carini, ordinati, con scaffalature che prendono tutta la parete, dal pavimento al soffitto, altissimo. I raccoglitori colorati che le riempiono, formano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cabaretbisanzio.com/wp-content/uploads/2007/03/nov28_09.thumbnail.jpg" alt="nov28_09.jpg" align="left" hspace="10" vspace="7" /></p>
<p>Se stasera sono qui e vi posso parlare, è perché sono evasa dall’archivio.<br />
L’archivio del mio ufficio intendo.<br />
Lo studio in cui lavoro è infatti una palazzina di tre piani divisa in piccoli ambienti carini, ordinati, con scaffalature che prendono tutta la parete, dal pavimento al soffitto, altissimo.<br />
I raccoglitori colorati che le riempiono, formano gradevolissimi accostamenti cromatici: una parete è tutta blu, una tutta celeste, una viola, una rossa e così via, fino a ricoprire l’intero iride.<br />
Quando si guarda una qualsiasi stanza del mio ufficio, non si può non essere assaliti da un senso di allegra efficienza (sempre che ci si stia pochi minuti, ché altrimenti… vabbè, questa è un’altra storia).</p>
<p>Dicevo. L’ufficio è proprio carino. Dal piano terra in su.<br />
Nel sottosuolo c’è l’archivio.<br />
Si chiama archivio, lì da noi, un insieme di stanzette, basse, umide e buie, piene di ragnatele, muffe variopinte, animaletti che divorano la carta e chissà cos’altro. Una volta una collega ci ha trovato anche un gatto. Il che fa presumere che ci fosse anche qualche topo da inseguire…<br />
Nessuna di noi ha voglia di indagare. Quando ci sono documenti vecchi da recuperare, facciamo la conta per stabilire chi sarà la sfortunata a dover scendere.<br />
Io finora me l’ero cavata, sono bravissima a barare nelle conte. Ma questa volta una collega più sveglia delle altre ha voluto a tutti i costi contare lei. E mi ha fregata.<br />
Ho provato a piagnucolare un po’, adducendo scuse varie (soffro di allergia alla polvere, al buio, al chiuso, alle scale) ma non è servito a niente… Così mi è toccato scendere.</p>
<p>Trovare l’interruttore è stata impresa ardua. Prima di individuarlo, ho carezzato roba viscida ed umidiccia, della quale non ho voluto appurare la natura.<br />
Finalmente la luce!<br />
Mi guardo intorno e vedo roba ammucchiata in ogni angolo, così malridotta dall’umidità e dall’incuria (e vagamente odorante di urina di gatto), da essere ormai quasi irriconoscibile. Traccheggio alquanto prima di avvicinarmici; pur di non toccarla, fingo di interessarmi alle pareti, dalle quali mi tengo comunque alla larga, osservo le belle geometrie delle ragnatele più grosse, fischietto…</p>
<p>Ho fame. Per forza, è l’ora di pranzo! Sento le colleghe che si preparano a tornare a casa (avete presente quell’infernale rumore di sedie strusciate che si ha in una classe scolastica all’ora della ricreazione? Ecco, qualcosa di molto simile, nonostante in ufficio abbiamo le poltroncine con le rotelline). Mi dico che è ora di tornare su, profondamente dispiaciuta per non essere riuscita nemmeno ad iniziare la ricerca, e mi dirigo verso la porticina in cima alle scale. Ma è chiusa!<br />
Si è richiusa!<br />
Ehi, sono qui! Non ve ne andate, sono chiusa qui dentro!<br />
Ehi! Ehi? C’è nessuno? Già andate via?<br />
C’è nessunoooooooooooooooooooo!</p>
<p>No, non c’è più nessuno.<br />
Bene, basta rimanere calmi.<br />
E si trova la soluzione.<br />
Ci deve essere per forza una soluzione!<br />
Dio, ho fame…</p>
<p>Va bene, calma…<br />
Dunque, le pareti sono spesse e non mi sente nessuno.<br />
La porta è pesante e di sfondarla non se ne parla proprio. Arnesi per forzare la serratura non ce ne sono…<br />
Senti lì lo stomaco…</p>
<p>Ok, è tutto a posto, va tutto bene, ora succede qualcosa che mi restituirà la libertà. E’ sicuro. Basta che mi sieda su questi scalini e qualcosa succede. Dio cos’è questo rumore? Ah, è ancora il mio stomaco…<br />
Ma quanto ci mettono a tornare?<br />
E io che faccio?<br />
Allora, posso contare i ragni. Uno, due… no quella è una mosca intrappolata.<br />
Dunque uno…<br />
Uff, non si respira.<br />
Ed ho fame!<br />
Guarda com’è grassa quella mosca! Certo che è proprio bella grossa. Chissà quanta ciccia c’ha.<br />
Garrisca al vento il labaro viola…<br />
Chissà che sapore ha una mosca?<br />
…</p>
<p>Rumori?<br />
Sì, rumori!<br />
Ehi?<br />
Ehi!<br />
Ehi, sono qui!<br />
Sono qui, mi sentiteeeeeeeee?<br />
Niente…<br />
Mah, ora che rientrano le colleghe del mio piano, si accorgeranno della mia assenza. Cavolo, almeno le mie compagne di stanza!<br />
Dunque, che ore sono?<br />
Le cinque?<br />
Ma non si accorge nessuno che non ci sono?<br />
Ehi, dico, che fate, ve ne andate?<br />
Ehi! Cos’è questo rumore?<br />
Magari è un altro topo. Vieni bellino, vieni dalla mamma, che ti faccio vedere dov’è finito il tuo fratellino…<br />
Ma… ma è un gatto!<br />
Micio?<br />
Micio!<br />
Micio, vieni qui, cribbio, non lo senti che ti sto chiamando?<br />
Che fai, hai paura?<br />
Ma non devi, sono buona, non si vede?<br />
Fermo!<br />
Dove vai?<br />
Torna qui, guarda che ti piglio, non ti infilare in quel buco, che non ci passo, aspetta!<br />
Acc, sono rimasta incastrata…<br />
Almeno si respira.<br />
E vedo, vedo delle luci.<br />
Che sono? Stelle?<br />
Ma che ore sono?<br />
Dio, un piccolo sforzo…</p>
<p>E così sono riuscita ad evadere. Sono tutta sgraffiata, ammaccata, sporca, con un terribile sapore di topo in bocca e con una nuova consapevolezza: le mosche non son buone da mangiare.<br />
Ma sono fuori! Grazie a un gatto, il migliore amico dell’uomo.<br />
Qualche volta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2007/04/17/innocenti-evasioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>24</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>sui massimi sistemi: amicizia</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2007/03/28/sui-massimi-sistemi-amicizia/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2007/03/28/sui-massimi-sistemi-amicizia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 14:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[i vostri preferiti]]></category>
		<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[falsi amici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2008/01/03/sui-massimi-sistemi-amicizia/</guid>
		<description><![CDATA[- CIAO, COME STAI?&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; - Ciao! Sto bene grazie, e tu? Ma guarda te, quanto tempo! - EH SI, E&#8217; PASSATO QUALCHE MESE&#8230; ALLORA, COME STAI? - Bene, benissimo. Cio&#232; mi son lasciata da poco, ho perso il lavoro, e anche di salute non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- CIAO, COME STAI?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <img width="133" height="161" alt="" src="http://www.mybloger.de/blogmedia/balkantango/telefono.jpg" /><br />
</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- Ciao! Sto bene grazie, e tu? Ma guarda te, quanto tempo!</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- EH SI, E&rsquo; PASSATO QUALCHE MESE&hellip; ALLORA, COME STAI?</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- Bene, benissimo. Cio&egrave; mi son lasciata da poco, ho perso il lavoro, e anche di salute non &egrave; che&hellip; per&ograve; va tutto bene. Ma lo sai che son felicissima di sentirti? Ci eravamo proprio perse di vista. A volte basta poco, basta avere qualche pensiero in pi&ugrave; e la telefonata che volevi fare la rimandi al giorno dopo e poi a quello dopo ancora e poi a quello dopo ancora&hellip; finch&eacute; passa un sacco di tempo e si perdono i contatti, senza un vero motivo. Ma dimmi, tu come stai? E tua mamma? E il tuo ragazzo? E il lavoro? </font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- EH, BENE ANCHE IO.<br />
SENTI, TE LA RICORDI LA FRANCESCA?</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- Ehm&hellip; ma chi, la tua amica?</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- SI, LO SAI VERO CHE SI SPOSA?</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- No, non lo sapevo&hellip;</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- EH, SI SPOSA LA SETTIMANA PROSSIMA.</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- Che bello!</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- BENE, PENSAVO, CI STARESTI<span style="">&nbsp; </span>A FARLE IL REGALO INSIEME?</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- Ehm, veramente non mi ha invitata&hellip;</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">- AH, BEH.<br />
SENTI&hellip; ALLORA E&rsquo; STATO BELLO RISENTIRSI.<br />
MAGARI PRIMA O POI CI SI RIVEDE, EH?</font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Verdana">&hellip;</font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2007/03/28/sui-massimi-sistemi-amicizia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>finalmente si apre!</title>
		<link>http://soloinsuperficie.com/2007/03/20/finalmente-si-apre/</link>
		<comments>http://soloinsuperficie.com/2007/03/20/finalmente-si-apre/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 22:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cabaret bisanzio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://soloinsuperficie.com/2007/03/20/finalmente-si-apre/</guid>
		<description><![CDATA[per la gioia di tutti i curiosi che si stavano macerando nell&#8217;attesa, FINALMENTE SI APRE! siete tutti invitati all&#8217;inaugurazione ed il primo giro lo offro io (tanto là dentro sono mascherata, mica mi riconoscete&#8230;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.cabaretbisanzio.com" target="_blank"><img src="http://www.cabaretbisanzio.com/wp-content/uploads/2007/03/madonna_baffi.jpg" height="206" width="158" /></a></p>
<p>per la gioia di tutti i curiosi che si stavano macerando nell&#8217;attesa,</p>
<p><font color="#800080" face="Tahoma" size="4"><font color="#333399"><a href="http://WWW.CABARETBISANZIO.COM" target="_blank"><font size="5">FINALMENTE SI APRE!</font></a></font><br />
</font><br />
siete tutti invitati all&#8217;inaugurazione<br />
ed il primo giro lo offro io (tanto là dentro sono mascherata, mica mi riconoscete&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://soloinsuperficie.com/2007/03/20/finalmente-si-apre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

