La febbre del sabato sera

di maia, 23 dicembre 2007

ovvero, fenomenologia della seratina fra amiche.

La famigerata uscita del sabato sera fra sole donne è un fenomeno molto studiato dalla sociologia contemporanea.
Dagli sciami di ragazzine eccitate, troppo truccate e troppo poco vestite, che si raggrumano davanti alle discoteche. Alle mandrie di anziane signore fameliche, troppo truccate e troppo leopardate che si assiepano davanti ai ristoranti, ogni fascia di età riserva mirabili spunti a chi le osserva con attenzione.

Qui ci occuperemo delle trentenni in libera uscita.

La fascia delle trentenni è la più varia. Una zona intermedia in cui la maggior parte degli esemplari si è già costruita una famiglia, ma in cui gli esemplari single non vengono considerati ancora socialmente troppo vecchi per essere giudicati patetici casi senza speranza.
In gruppi di femmine di questo genere, le serate del sabato sera si svolgono sempre più o meno seguendo una scaletta molto rigida.
I luoghi scelti per trascorrere la serata sono l’unico elemento non codificato, potendo variare anche sensibilmente a seconda dei gusti personali e del grado di accettazione del passare del tempo.
Si vedono, dunque, gruppetti di trentenni che affollano le stesse discoteche frequentate da quindicenni (che poi sono quelli che finiscono la serata col più alto tasso di depressione), come gruppetti che affollano le sale dei cinema, dei ristoranti o dei pub.
Indipendentemente dal luogo prescelto, però, l’evoluzione della serata è sempre lo stesso.

Il ritrovo

Gli elementi felicemente sposati e con figliolanza, si presentano in leggero anticipo all’appuntamento, impazienti di godersi quella che chiamano l’ora d’aria.
Le single, che mai hanno abbandonato le buone vecchie abitudini giovanili, si presentano con il canonico quarto d’ora di ritardo.
Ogni arrivo è salutato da imponenti schiamazzi, che pare abbiano la funzione di riconoscere coloro che via via vi si aggiungono come legittimi membri del gruppo.

Il primo tempo

La prima parte della serata è sempre dedicata all’aggiornamento sulle rispettive vicissitudini. La parte del leone in questa fase è senza dubbio delle sposate con prole, che si impossessano della conversazione e la dirigono immancabilmente sulle gioie familiari. Sulle innumerevoli soddisfazioni che riservano i pargoli, i loro mirabili progressi nel campo della deambulazione, della proprietà di linguaggio, della minzione e defecazione.
In questa fase le coniugate non ancora riprodottesi possono inserire qualche osservazione di ammirata invidia.
Le non sposate usano annuire in silenzio o, al massimo, proferire ogni tanto qualche verso gutturale di meraviglia e di approvazione.
Le amabili chiacchiere vengono abbondantemente irrorate con bevande varie. Usualmente cocktail analcolici per le madri, cocktail alla moda per le sposate semplici e boccali di americani o whiskey liscio per le single.

Il secondo tempo

Dopo qualche ora di scoppiettante conversazione, e dopo che le madri si son convertite agli alcolici, il discorso si sposta malinconicamente sui ricordi di gioventù. Che a quell’ora sembra incredibilmente lontana. A farla da padrone son sempre le sposate, semplici o riprodotte, che rimpiangono giorni felici in cui potevano fare tutto quello che volevano, quando volevano, senza l’insopportabile peso dei bimbi al seguito, figli o mariti che siano.
L’attenzione si sposta progressivamente sulle single, che avvertono avvicinarsi il proprio momento e, generosamente, passano le proprie bibite alle felicemente affamigliate.
Partono narrazioni di incredibili avventure amorose, gesti romantici di corteggiatori irriducibili, atleticissimi incontri sessuali orgiastici che le sposate ascoltano con le lacrime agli occhi.
Quando l’esemplare più debole del gruppo crolla dando una testata sul tavolo, si realizza che è ora di tornare a casa.

Il terzo tempo

Si organizzano, con gran difficoltà, le macchine per il rientro.
Alla fine, dopo aver schiamazzato abbondantemente ed aver cantato a squarciagola quelli che sono evidentemente canti di saluto, tutte riescono a montare più o meno compostamente nelle automobili assegnate. Si muovono in carovana, superandosi e clacsonandosi a vicenda e urlandosi parole incomprensibili da un finestrino all’altro.
La prima tappa è sotto casa della single. Quelle ancora sveglie e in possesso delle proprie facoltà motorie scendono per salutarla di nuovo calorosamente e, ammiccando, le gridano in un orecchio: tanto lo sappiamo che ora ti cambi ed esci di nuovo con, quanti, tre uomini?
Beata te!
La single si schermisce ridacchiando.

Le altre se ne vanno, rumorosamente, come sono arrivate.

La single guarda l’ora.
Caspita! già le nove e mezzo! Meglio andare a letto, che domani mattina mi aspetta il corso di yoga in videocassetta!

alcune nozioni fondamentali

di maia, 16 dicembre 2007

Ieri sera sono andata al cinema.
Ho visto “Irina Palm”, un film che raccomando caldamente a tutti.

È delicato e divertente.

Ma sopra ogni cosa, è un film istruttivo.
Non sono pochi gli spunti su cui mi ha fatto riflettere.

Ad esempio ho imparato che non è mai troppo tardi per reinserirsi nel mondo del lavoro. Basta essere dotati di sufficiente elasticità mentale.

Che gli uomini si eccitano come porci anche davanti a culi peni di cellulite. Basta avere un palo da lap dance.

Che a masturbare professionalmente si guadagna anche 800 sterline a settimana.
Niente male davvero in questi periodi di magra.
Basta avere mani morbide (mai più dimenticare la cremina nivea!) e un buon tocco (che si può sempre acquisire).

Che i rovesci esistenziali e gli abusi di alcol e droghe possono rovinarti la voce e la vita (in tutti i sensi) fino a renderti quasi irriconoscibile, ma quando una è Donna, lo rimane per sempre.

Verba (sed etiam ceffonis) volant bis

di maia, 14 novembre 2007

Ovvero manuale di sopravvivenza II 

ALLEGATO I bis

Parole da NON dire nell’intimità.
(versione adatta anche ai minori di 33 anni. Quindi, se sei minore di 33 anni, mi raccomando, DEVI leggere Questa versione e NON la precedente!)

Mi è stato fatto giustamente notare che questo blog è frequentato anche da donne e bambini.
E sta poco bene che loro leggano certi termini sconci.
Quindi rielaborerò il primo allegato del Manuale di Sopravvivenza II in una forma tale che possa essere letto anche da loro senza il minimo problema.

Buona lettura.

Cari Giovani Donne e Giovani Uomini Moderni, questa raccomandazione è per tutti voi.
Perché le parole  hanno un valore.
E bisogna starci attentissimi.
Sempre.

Esempio pratico n. 1

Lei: sìììì, così… così… chiamami passerottina, daaaiiii…
Lui:sì! Passerottina!
Lei: sìììì… cosììì… continua… di più…
Lui: sì! Sei proprio una gran passerottina! Sgualdrina!
Lei: oh! Dio! Sìììì.
Lui: peripatetica!
Lei: come peripatetica?
Lui: meretrice?
Lei: ma sei un maleducato!
Lui: ehm… squillo?
Lei: ma che antipatico! non ti voglio vedere mai più!

Esempio pratico n. 2

Lei: … …
Lui: ti piace, eh?
Lei: …
lui: sì, … anche io. Ma ti piace?
Lei: oh… io…  …
Lui: sì, …, ho capito, ma dì qualcosa!
Lei: non… non posso… lo sai che mi vergogno…
Lui: come ti vergogni! Ma se due minuti fa all’oratorio cantavi cose che nemmeno i chierichetti! e al tuo uomo, regolarmente sposato in chiesa, nell’atto di donare un figlio a dio, niente?
Lei: laudato sìììì, o mi’ signoore…

Verba (sed etiam ceffonis) volant

di maia, 13 novembre 2007


Ovvero manuale di sopravvivenza II  

ALLEGATO I

Parole da NON dire nell’intimità.
(V.M. 33 anni. ATTENZIONE! puoi leggere questo allegato solo se hai più di 33 anni. Altrimenti DEVI leggere la versione bis che trovi più in alto)

Cari Giovani Donne e Giovani Uomini Moderni, questa raccomandazione è per tutti voi.
Perché le parole  hanno un valore.
E bisogna starci attentissimi.
Sempre.

Esempio pratico n. 1

Lei: sìììì, così… così… chiamami porca, daaaiiii…
Lui:sì! Porca!
Lei: sìììì… continua… di più…
Lui: sì! Sei proprio una gran porca! Puttana!
Lei: oh! Dio! Sìììì.
Lui: troia!
Lei: come troia?
Lui: zoccola?
Lei: ma sei uno stronzo!
Lui: ehm… vacca?
Lei: ma vaffanculo!

Esempio pratico n. 2

Lei: mmmhhhhh… mmmmhhhh…
Lui: ti piace, eh?
Lei: mmmhhhh…
lui: sì, mmmhhh anche io. Ma ti piace?
Lei: oh… io… ah! ah! mmmhhhhh…
Lui: sì, mmmhhh, ho capito, ma dì qualcosa!
Lei: non… non posso… lo sai che mi vergogno…
Lui: come ti vergogni! Ma se due minuti fa allo stadio cantavi cose che nemmeno gli scaricatori di porto! e al tuo uomo, in camera, niente?
Lei: amore sìììì, portami in cempions liiiig!

falsi amici…

di maia, 16 aprile 2007

"bene, ora abbassati gli slip e distenditi sul letto.
brava, così.
rilassati, ti farò meno male.

ecco, l’ho infilato.
diomio! ho sentito il rumore della tua pelle lacerata!
ora spingo.
faccio male? devo fare più piano?
ecco, ora entra il liquido. lo senti?"

"mamma…
cavolo, stai infilando un ago di cinque centimetri nel mio fondoschiena, potresti parlare di meno e tenere la mano più ferma?"

toccare per credere

di maia, 26 marzo 2007

- CIAO, ALLORA CI HAI PENSATO?                              


- pensato a cosa?

- A QUELLO CHE TI AVEVO PROPOSTO. QUESTO FINE SETTIMANA, TU ED IO, INSIEME. PRENDI IL TRENO E SEI QUI PRIMA DI PRANZO.

- te l’ho già detto… se proprio insisti nel volermi incontrare, vieni tu qui.

- E PERCHE’ SCUSA? SE VIENI DA ME E’ PIU’ COMODO, SI DORME A CASA MIA…

- è proprio questo il punto. se vengo a casa tua ci tocca dormire nello stesso letto!

- ANCORA CON QUESTA STORIA CHE NON VUOI FARE SESSO CON ME?

- Tommaso, è due mesi che ci siamo lasciati…

- APPUNTO, NON VUOI SCOPRIRE SE SIAMO RIMASTI AMICI?

- e tu lo vuoi scoprire andando a letto insieme?

- CERTO! E’ IL MODO PIU’ SICURO PER CAPIRE COSA PROVIAMO L’UNO PER L’ALTRA!

« Pagina precedentePagina successiva »