Il mistero dei templari
Chiariamo subito che io dei templari non so assolutamente niente. Niente di più di quello che ti facevano studiare al liceo sui libri di storia.
Niente misteri, niente segreti, niente tesori nascosti. Solo noiosissimi problemi economici fra re indebitati e guerrieri strozzini.
Però ho deciso di parlarne lo stesso, che i Templari tirano molto e comunque si portano un po’ su tutto.
E’ che l’altro giorno hanno riaperto blogbabel e la febbre è scoppiata di nuovo. Come e più di prima.
Non di rado si vedono distinti ingegneri che cercano angosciosamente il nome del proprio blog per scoprire quante posizioni ha guadagnato o perso durante la chiusura. Stimati dottori che compulsano voracemente la graduatoria per scoprire se il “blogger nemico” si è piazzato prima o dopo di loro. Rispettabili commercialisti che…
No, di commercialisti rispettabili non ne conosco.
Insomma, l’ansia da prestazione è tornata.
“E tu che fai?”
“In che senso?”
“Come in che senso! Blogbabel è tornata! E tu non fai niente per salire?
Un post polemico, una rissa telematica, donnine nude, post con link verso blog famosi, commenti a pioggia ovunque, argomenti attuali…
Insomma, fai qualcosa!
Al limite promettila a tutti i lettori, ma fai qualcosa!”
E così eccomi a fare qualcosa.
Visto che le risse mi piace farle di persona, visto che le donnine nude non so come trovarle, visto che io nemmeno so quali sono i blog famosi, ma soprattutto visto che per me la polemica è una cosa estremamente seria e non si deve svilire per un lettore in più, ho optato per il tema di attualità.
Però si fa presto a dire attualità.
Di che parlare? Dello scontro fra Berlusconi e la magistratura? Di Tremonti, Bossi, Guzzanti e Gasparri? Dell’azione suicida del centrosinistra?
Maddai, che è attualità questa? Questa era roba già vecchia cinque anni fa!
No, qui ci vuole qualcosa di davvero al passo coi tempi.
E cosa meglio dei sempreverdi Templari? Loro, questo è poco ma sicuro, non deludono mai.
E infatti giusto ieri sono entrata nella mia solita libreria e son rimasta colpita dallo spazio riservato al misterioso mistero dei templari.
C’era il tavolone centrale delle novità completamente sommerso di Misteri dei templari, Segreti dei templari, Verità sui templari, Maledizioni dei templari, Codici dei templari, Rotoli dei templari, Tesori dei templari, I Fantastici 4 templari, Maciste contro i templari, Totò, Peppino e i templari.
Poi ben tre scaffali nel reparto fantasy.
Poi lo spazio “Dan Brown”, che solo riempie ben due ripiani di templari.
Per non parlare del reparto di storia.
E mi son detta: ma quanto cavolo ci sarà da scrivere su questi benedetti templari? Voglio dire, tolti i saggi storiografici, quanti nuovi libri si possono scrivere sull’argomento?
Il vero ed unico mistero dei templari per me rimane questo: come è possibile che gli stessi autori non si sian stufati di scriverne?
Io, per esempio, ho buttato giù solo poche righe e mi sono già annoiata!
La Privata Repubblica e la Pubblica Reprimenda
Dunque, stavo per scrivere un gran bel pezzo comico, poi ho letto questo e mi sono avvilita.
Per quanto mi possa spremere, non raggiungerò mai tali vette.
Riassumendo per i non informati (e quelli che hanno poca voglia di leggere il corriere, quanto li capisco), stamani esce un pezzo su un blog, un gran bel blog, a proposito delle famose intercettazioni-che-non-ci-sono. Tutti sanno che esistono, tutti sanno di che cosa parlano, ma nessuno le ha mai viste.
Il tenutario di questo blog, un gran bel blog, non so se ve lo avevo già detto, se ne esce con una versione tutta sua di queste fantomatiche intercettazioni.
Il pezzo è chiaramente satirico e assolutamente ben fatto, al punto che un noto sito giornalistico (?) scambia la boutade per vero scoop e come tale lo rivende.
Ignorando gli avvertimenti dell’autore, che pubblicamente dichiara il pezzo una bufala.
Apriti cielo: il noto sito giornalistico (?) è così stimato che subito la “notizia” viene ripresa dalle agenzie di stampa.
Tempo pochi battiti di ciglia e le cateratte si aprono, il povero signor LPR viene travolto da dichiarazioni sdegnate di Ghedini (!), Confalonieri (!!) e chi più ne ha più ne metta.
E’ una vergogna, è diffamazione, non si scrivono queste cose!
La polizia postale minaccia la chiusura del sito, più veloce ancora è la massa di internauti che si riversa sul blog, bloccandone l’accesso per ingorgo informatico.
L’autore, perplesso, rimugina.
I suoi lettori con lui.
Più o meno bello.
Più o meno riuscito.
Più o meno volgare, era un pezzo satirico.
Vien voglia di scriverci un pezzo comico, per stemperare, per restituire alla vicenda la leggerezza che le compete.
Poi si legge che lo stimato Signor Dagospia rimprovera l’incauto blogger per l’eccesso di volgarità esibita.
Di più, si esibisce, paladino del buongusto, in una vera e propria reprimenda pubblica, in una lezione di savoir faire.
E con questa uscita, sinceramente, non c’è battuta che possa competere.
Ps se ne parla anche qui.
AGGIORNAMENTO.
è ufficiale, il sito è stato oscurato e due articoli sequestrati.
Siamo ben oltre il senso del ridicolo.
in dolce esilio
E va bene, è vero, avevo chiuso il post precedente con toni un poco apocalittici.
In fondo che ne so io di come sono le terme? Le ho mai viste? Ci sono mai stata?
E allora come posso giudicare?
E’ un po’ come se uno che non ha mai posseduto un impero mediatico pretendesse di giudicare l’On. Pres. del Consiglio, Cav. Berlusconi e la sua gestione dell’informazione.
Che ne sappiamo noi di come si amministrano tre reti televisive e tutti quei periodici? Che ne sappiamo dei rapporti che intercorrono tra un mero proprietario e i suoi dipendenti giornalisti?
E allora basta, suvvia, smettiamo di fare i soliti comunisti prevenuti e caliamoci per una volta nella realtà dell’avversario per comprendere bene le sue ragioni.
Ora, non potendo io calarmi nei panni dell’imprenditrice multimiliardaria (in euro), proprietaria di squadra di calcio (per quanto a strisce, e quindi orrenda per definizione) e di svariate cose, fra cui ville in sardegna con attracco per sommergibili e vulcani finti perfettamente eruttanti, non mi resta altro che calarmi nei panni più succinti della Giovane Donna Moderna e di andare a vedere di persona cos’è che hanno di tanto speciale queste benedette terme.
Tutto questo per dirvi che sono partita e che tornerò la settimana prossima.
Ma nella mia infinita bontà vi ho lasciato qualcosa di scritto che dovrebbe magicamente comparire nei prossimi giorni.
Così, per non farvi sentire abbandonati e per non dare l’impressione che la casa sia rimasta incostudita.
Che con tutti questi extracomunitari rumeni non si sa mica cosa può succedere!
Speriamo che l’aggeggio che dovrebbe far comparire il post funzioni, altrimenti sai che figura!
Annunciare una cosa che poi non viene fuori!
Anche se, a rigor di logica, se l’affare non funziona, non dovrebbe esser venuto fuori nemmeno questo messaggio e quindi voi non l’avete letto e non starete ansiosamente aspettando un post che non verrà mai.
Via, come si dice, tutto è bene quel che finisce bene.
Niente ansia per nessuno.
Tutti tranquilli e rilassati.
Io al mare e voi in ufficio.
Ah, già. Che poi nemmeno è vero che vado alle terme. Era solo per fare la figa.
In realtà mi trovo in una molto più prosaica località di mare.
Quindi non è che avete nemmeno da invidiarmi troppo.
A presto!
ps per quelli che hanno il mio recapito telefonico, se nel frattempo succedesse qualcosa di grosso, tipo golpe, rivoluzione civile, guerra fra bande di resistenti forzisti e luridi magistrati, Briatore che cambia acconciatura, per favore NON ditemelo.
Che nella segretissima località segreta stacco la spina alla tv e non compro nemmeno un giornale.
Niente voglio sapere, NIENTE!
Al massimo sbircio un po’ di europeo.
questione di naso
A questo punto è ufficiale, è tutta colpa del mio naso. Del mio stupidissimo naso fuori moda.
E quando hai il naso fuori moda hai voglia a leggere Cosmopolitan, hai voglia ad abbonarti a Vanity Fair, hai voglia a imparare a memoria tutte le puntate di Sex and the City.
Se hai un naso fuori moda sei irrimediabilmente tagliata fuori.
Perché al giorno d’oggi è fondamentale per una Giovane Donna Moderna avere un naso al passo coi tempi.
Da quando il marketing ha scoperto l’importanza dell’aromaterapia, si stanno moltiplicando le offerte di prodotti di igiene e bellezza dalle profumazioni sempre più ardite.
Capita di vedere esposti in bella mostra sugli scaffali creme dopobagno alla fragranza di cioccolato e muffa, docciaschiuma al prezioso aroma di mirtillo e calcestruzzo, imperdibili esfolianti alla vaniglia e uovo alla coque.
E chi come me ha un naso antiquato e si ostina a ricercare il buon vecchio bagnoschiuma nivea all’odore di nivea o il sempre caro docciaschiuma borotalco all’odore di borotalco, è destinato alla frustrazione.
Persino il classicissimo neutro roberts adesso sa di orchidea e big babol!
Però non avevo mai dato eccessivo peso a questa cosa. Pensavo che in fondo i gusti son gusti e che il mondo è bello perché è vario.
Mi sono definitivamente resa conto della mia totale insipienza solo l’altro giorno.
Pensavo di aver comprato la più repellente mistura scrub per il corpo esistente sul mercato, così sono andata in profumeria per farmene consigliare un’altra dall’odore (pardon, dai benefico effluvio) più delicato.
La profumeria del centro è affollatissima, al solito.
E’ tutto un viavai di commesse bellissime che servono con sollecitudine donne bellissime, tutte dalla pelle color cuoio bruciato, tutte di un’età impossibile da definire.
La bionda di fronte a me col volto fissato in un’espressione di eterno stupore e con quell’immobile sorriso sghembo che sembra tanto una ferita aperta con tanto di sangue rappreso (dio, quando finirà l’orrida moda dei rossetti color fegato andato a male?), per esempio, potrebbe essere una ventenne che si è fatta troppe lampade. Così come potrebbe benissimo essere una cinquantenne con un lifting di troppo.
In tutta questa febbrile attività cerco di farmi notare da una commessa libera.
IO: scusi. Signorina, scusi… ehm… signorina..
Niente. Nemmeno si accorge di me.
Signorina! Signorina, senta potrebbe indicarmi un altro scrub che questo puzza troppo?
Silenzio.
Sento tutti gli occhi puntati su di me.
La mano che tende il vasetto comincia a tremare leggermente.
Cioè, io… ecco… trovo l’odore…
GIOVANE COMMESSA: L’effluvio vorrà dire!
CLIENTE SCRITERIATA (OVVERO IO): Certo, l’effluvio, trovo l’effluvio eccessivamente… pungente?
CORO: Mormorio di disapprovazione.
GC: Pungente??? Ma se questo è il miglior prodotto in commercio!
CS: ma certo! E si vede! E si sente! La pelle che lascia poi… di un morbido… però, ecco, l’odore, cioè l’effluvio che lascia è molto… ecco è pieno di personalità, una personalità molto forte e non a tutti piace. Cioè, a me piace tantissimo, eh. Solo che il mio ragazzo… E la mia famiglia… Ecco, i miei familiari hanno minacciato di buttarmi fuor di casa se lo rimetto. Quindi se cortesemente…
GC: certo che i suoi familiari son veramente rompicoglioni!
CS (a parte): ehhh, a chi lo dice…
GC: però, se la vogliono buttar fuori di casa… certo che è strano. Voglio dire, come fanno a non apprezzare? Senta qua (ed apre il vasetto mettendomelo sotto il naso) senta che buon odore! Inspiri! Dio, solo a sentirlo fa star meglio! Che fa, non inspira? Senta, senta (alle altre clienti che si avvicinano), dite la verità, non sembra di stare alle terme?
CLIENTI VARIE (inspiranti et giubilanti): oh, sì, le terme, proprio come alle terme!
GC: comunque, se PROPRIO lei non gradisce, mi permetto di consigliarle un paio di prodotti che possono fare al caso suo. Certo, sono meno efficaci, per esempio non hanno il benefico effetto di talassoterapia che, mi perdoni, le farebbe tanto bene. Ma se in aggiunta a questo prende la crema rassodante, il fluido veicolante, l’olio doccia iperidratante e questa magica mistura energizzante, le assicuro che si troverà benone. E per il suo colorito? Che vogliamo fare per il suo colorito, che è COSI’ pallida!
Dunque, ecco la crema viso contro i ventinove segni dell’invecchiamento (ventinove? pensa te, io ne conoscevo uno solo e lo chiamavo RUGHE) con una goccia di abbronzante (?), il fondotinta abbronzante (?), il fard…
CS: abbronzante?
GC: certo! Poi l’ombretto, lo smalto, il gel conto le pellicine, la maschera alle alghe…
Esco dal negozio carica come un mulo, le buste piene di prodotti all’ultimo grido (compreso un tubetto di rossetto color fegato guasto), e il portafoglio sensibilmente più leggero.
Per strada rifletto su questa mia nuova consapevolezza, il mio essere inadeguata ai tempi.
Passo davanti a un cestino, lo contemplo due secondi e poi getto tutto.
No, quei prodotti decisamente non fanno per me, non mi appartengono.
Come io non appartengo alla schiera delle Giovani Donne Moderne.
Che, a pensarci bene, non lo so mica se mi dispiace tanto.
Che ci sarà poi di bello a sentirsi come alle terme… Voglio dire, quale persona sana di mente trova piacevole stare in un posto puzzolente, pieno di vecchi con problemi alla prostata?
spo(r)t che passione!
In piena trance preagonistica, mezza italia cerca di tenersi occupata come può per non pensare all’evento che catalizza i pensieri di tutti da ore, ormai.
C’è chi si dedica al giardinaggio per la prima volta da anni e cerca di far rivivere una rinsecchita piantina di geranio, morta nel 1998.
C’è chi si dà una sistemata alle unghie dei piedi, sganasciando il tronchese a doppia leva del babbo.
C’è chi si spunta i peli delle orecchie e del naso con quell’inquietante apparecchio che vendono su mediashopping, che tutte le volte che la pubblicità passa in tv rimango imbambolata (e inorridita) a guardarla a bocca aperta. Secondo me ci devono essere degli inserti subliminali dentro, qualcosa che ti costringe a fissare il filmato senza riuscire a cambiare canale anche parecchi secondi dopo che è finito.
Tutti, insomma, si son trovati qualcosa da fare.
Io ad esempio ho deciso di concedermi un bel massaggio scrub sotto la doccia calda.
L’involucro promette “magici effluvi, che carezzeranno i vostri sensi in un abbraccio voluttuoso e sensuale”.
Minchia! mi dico.
Già ad aprire il barattolo sento uscire i magici effluvi.
Comincio a spalmarmi la roba, che al tatto sembra tanto sale grosso da cucina, e struscio, con dolcezza, per liberarmi dalle “odiose cellule morte”, di modo che poi possa sentire in tutta la sua potenza il “benefico effetto degli olii essenziali aromaterapici” che fanno tanto bene alla pelle e alla psiche.
Via via che struscio e mi ricopro della mistura (dio, comincio a capire come deve sentirsi il branzino sotto sale del cenone di natale), i magici effluvi iniziano a prendere il sopravvento.
L’odore è qualcosa di molto simile a una via di mezzo fra i capperi sotto sale e le alici marinate. E si fa sempre più forte.
Non credo di poter resistere a lungo.
Mi tolgo il sale da cucina di dosso con abbondante acqua calda, col solo effetto di far aumentare il puzzo.
Esco a razzo dal bagno, ma la puzza maledetta mi segue ovunque.
Ce l’ho addosso!
Cristo santo, sembro un’insalata di pesce e capperi semovente!
Però la pelle in effetti è liscissima.
E non è da sottovalutare un meraviglioso effetto secondario.
Con questo magico effluvio di pesce morto che mi porto addosso il divano davanti alla tv è tutto per me!
Il buon pastore
Non so se ve siete accorti, ma è tempo di europei.
Mi ero ripromessa di non parlarne, specialmente dopo aver letto gli articoli deliranti del dopo Italia-Olanda.
Specialmente dopo aver letto quello di Edmondo Berselli su Repubblica.
Era davvero difficile immaginare un tale numero di scempiaggini e banalità riunite tutte in un unico pezzo, eppure lui ci è riuscito.
Benedetto uomo, non finirà mai di stupirmi.
Ma non è di questo che volevo parlare.
Guardando l’Italia giocare con gli orange, in tutta la sua inanità, mentre guardavo quell’uomo solo e malinconico in panchina, mi chiedevo: basta essere un grande giocatore per essere automaticamente un bravo allenatore?
La risposta ovviamente è no, esattamente come non basta essere un mostro sacro di attore per essere un bravo regista.
L’abilità come “attore” (in senso lato) non garantisce affatto la capacità di saper prendere per mano un pugno di uomini, di saperli dirigere e far lavorare all’unisono, dettando modi e tempi efficaci.
Esempio evidente di questa brillante ed originale osservazione (parevo quasi un Berselli in gonnella) è “The Good Shepherd”, primo film importante di De Niro come regista.
Il film è sinceramente brutto.
E’ lungo, lunghissimo (dura circa due ore e quaranta), troppo parlato, troppo statico. Stilisticamente è corretto, nulla da dire, si tratta di un solido film “classico”, molto elegante, ma in tutta la sua algida classicità ed eleganza risulta ingessato.
Non gli mancano le prime punte, il cast è stellare, ma avere attori bravi e di personalità non basta per conferire personalità al film.
Quello che rimane è una discreta prova d’attore del protagonista (Matt Damon) e di qualche comprimario (William Hurt) e l’amara sensazione di trovarsi davanti ad una ghiotta occasione andata sprecata.
Il soggetto era infatti molto stuzzicante.
Si racconta la genesi della famigerata CIA, di come è sorta dalle ceneri del servizio segreto militare americano, di come la sua ossatura sia stata presa di peso dalla cricca della meglio gioventù dell’alta borghesia americana.
Si raccontano i metodi, la presunzione di agire sempre per il meglio di quegli uomini che vivono in un mondo tutto loro, allucinato e senza veri affetti.
Del resto come potrebbe essere altrimenti se si vive costantemente nella segretezza e nell’inganno, nella sfiducia verso il prossimo e nell’ansia di essere scoperti.
Insomma, di materiale succulento ce n’era in abbondanza.
Di capacità singole pure.
Purtroppo è mancato un uomo che sapesse sfruttare con mano sicura tutte queste risorse, che sapesse amalgamarle e che sapesse tirarne fuori il meglio.
Che dire, Robert(o), speriamo nel prossimo film!
A volte ritornano
“Insomma, si può sapere che fine hai fatto?”
E’ più o meno quello che mi chiedono in continuazione tutti i miei piccoli lettori con tono colmo di riprovazione.
Beh, mi son presa una piccola pausa dal monitor.
Una pausa durante la quale non sono affatto rimasta con le mani in mano.
Ho molto lavorato.
Molto letto e molto guardato (soprattutto film).
Ho finalmente letto quel libro, “Pornografia” di Gombrowicz, che mi era stato caldamante raccomandato da un utente di anobii, del quale però non ricordo il nome. Peccato, mi avrebbe fatto piacere ringraziarlo. E soprattutto mi avrebbe fatto piacere spiegargli perché il romanzo non mi ha incantato come sperava.
Ho letto “L’anarchia” di Colin Ward, che mi era stato caldamente raccomandato da un altro tizio, del quale ricordo benissimo il nome. Menomale perché appena mi capita fra i piedi mi farà molto piacere spiegargli perché il libro non mi ha convertita come sperava.
E poi ci son stati “Le particelle elementari”, con il quale ho battuto ogni precedente record di lentezza di lettura tanto mi è rimasto antipatico, “Caos calmo“, “La misteriosa storia del papiro di Artemidoro“, un Camilleri, un albo di Rat-man, meravigliosa scoperta, “One for the road” dell’amico Massimo e per l’ennesima volta “Lady sings the bues“, stupefacente autofantabiografia della voce più struggente di tutti i tempi. Ma delle fantasmagoriche avventure di Lady Day vi parlerò un’altra volta.
O meglio, ne parlerò a quei pochi che ancora passano da queste parti, quasi tutti per sbaglio, cercando “la schiava più porca” o “cicciolina” (ma se credo di non averla mai nominata prima d’ora!) o “vecche sfondate” o il nuovissimo “fare troppi regali alla segretaria” (credimi, i regali non son mai troppi. Specialmente per la segretaria).
Intanto mi chiedo e vi chiedo (cit.): è possibile perdonare ad un film la battuta “non sono io ad avere scelto il tango. E’ stato il tango che ha scelto me!“, per quanto detta con intento ironico?
La mia risposta istintiva sarebbe un bel NO chiaro e deciso. Poi però ripenso alla tenerezza che mi ispira la regista di nome Sally, donna slavata di mezza età, che fa un film su una regista di nome Sally, donna slavata di mezza età, che combatte la propria paura di invecchiare attaccandosi morbosamente ad un taghéro tànghero. Il tutto sullo sfondo di una pretesa metafora sull’arte e sul mestiere del cinema. Peccato che la metafora non decolli mai e rimanga anzi afflosciata, annacquata quasi quanto gli spenti occhi della tristissima regista-scrittrice-protagonista.
Povera Sally, mi fa così pena che non me la sento di dire quanto abbia trovato “lezioni di tango” una boiata pazzesca.
Per fortuna mi sono rifatta con tanti altri film e con una serie di telefim, tutti rigorosamente in onda sul satellite (e come ti sbagli?), tutti molto d’effetto, molto ben scritti e recitati.
Anche quelli più furbetti e paraculi come “Californication“, anche quelli che alla lunga si perdono un poco in eccessive tortuosità, ma che mantengono comunque un ritmo e una scrittura invidiabili (oltre ad una protagonista del livello di Glenn Close) come “Damages“.
Insomma, di cose da raccontare ce ne sono tante.
Caro amico che cerchi “cose da dire a collega che pensione” non te ne andare!
PS che qualcuno mi sa spiegare come mai quando scrivevo regolarmente avevo una ventina scarsa di “abbonati” ai feed ed adesso che non scrivo ce ne sono trenta?
I Sacri Misteri del Web.
Laif is nau! (aggiornamento)
Devo fare assolutamente le mie pubbliche scuse alla omnitel.
Avevo affermato che a me gli omaggi per il compleanno non li fa. E son stata puntualmente smentita.
Proprio ieri mi è stata offerta la vantaggiosissima opportunità, fra le altre, di navigare su internet tramite cellulare a soli due euro a settimana! (il punto esclamativo è della omnitel). Che, devo ammettere, per una cecata come me è una proposta irrinunciabile.
Leggere le mie mail o gli articoli della Padania (che dite? Son salita sul carro dei vincitori? E che diamine, son pur sempre italiana, no?) su uno schermo due per due (cm) è quanto di meglio io possa desiderare!
Per non parlare della meravigliosa opportunità di farmi ricaricare il telefono di 5 cent per ogni minuto di chiamate ricevute dai numeri di Altri Operatori o dai numeri di Rete Fissa (il maiuscolo è sempre omnitel).
Non potevo proprio non sceglierla.
A questo punto non mi resta che trovare qualche idiota che, telefonandomi sul cellulare omnitel da Rete Fissa o da Altro Operatore, mi stia in linea almeno venti minuti.
Mi sarò così garantita una ricarica di ben un euro!
Laif is nau?
Rovistando fra la posta trovo una mail dai toni a dir poco entusiastici.
Ve ne riporto l’attacco:
Benvenuto nel Top Club, l’esclusivo Club dedicato ai migliori clienti Vodafone One che ti premia con offerte esclusive e servizi dedicati.
Ad esempio chiamando il Servizio Clienti al numero gratuito 190, ti verrà riservato un servizio dedicato con la possibilità di parlare direttamente con un operatore che risponderà a tutte le tue domande.
Ora, di tutte queste belle cose che mi vengono comunicate, un paio mi colpiscono in particolar modo.
Prima di tutto, essendomi il messaggio giunto tramite una mail spedita a me personalmente (di pirsona, direbbe qualcuno), con tanto di nome e cognome, è evidente che l’estensore dello stesso proprio a me personalmente (di pirsona) intendeva riferirsi e a nessun altro.
E allora mi chiedo e vi chiedo: se io che il telefonino lo uso giusto in caso di carestie e alluvioni sono considerata una dei loro migliori clienti, come diavolo faranno ad arrivare alla fine del mese alla Vodafone?
Voglio dire, facendo un rapido calcolo per eccesso, io credo di spendere in cellulare circa una ventina di euro all’anno.
E vengo considerata cliente d’oro, al punto di farmi entrare in un Top Club!
Altro che Alitalia, questi son destinati a finire in bancarotta in tempi brevissimi.
E invece di correre ai ripari, magari invocando una cordata fra tutti gli imprenditori mondiali di buona volontà, questi spendono i pochi spiccioli che gli rimangono in spot sadici in cui Gattuso se la fa chiaramente con la signora Totti, mentre quest’ultimo l’unica cosa che si fa è una figura da bischero. Che poi fra tutti e tre chissà quanti ciak devono girare prima di ottenere una scena un minimo intellegibile!
Io quasi quasi gli manderei Berlusconi alla Vodafone.
Già me lo vedo all’opera, farebbe tutto lui: proprietario, presidente, manager, operatore di call center e pure testimonial pubblicitario.
Con lui e i suoi famigli al timone le cose comincerebbero a girare subito al meglio.
Così poi Vodafone inizierebbe pure a fare regali degni di questo nome almeno ai clienti che fanno parte del Top Club SuperOro.
Che “la possibilità di parlare direttamente con un operatore che risponderà a tutte le tue domande” venga considerato un servizio extra dedicato ai migliori lascia abbastanza interdetti.
Nuove proposte
Dopo estenuanti litigate su sciocchezze come il tracciato della tramvia e lo spostamento delle opere d’arte, finalmente un modo intelligente di ridiscutere il benessere cittadino.
Da “Oblò”, rubrica delle pagine fiorentine di Repubblica:
«Nei parchi di Firenze si potrà fare l´amore liberamente. Baci, carezze, petting e rapporti sessuali completi sull´erba, niente sarà proibito. Ci saranno regole precise da rispettare, ovvio: il via libera scatterà soltanto all´imbrunire; guai a collocarsi vicino alle aree gioco dei bambini; guai a gridare, a esprimere il piacere in maniera eclatante, neppure per simulazione; guai a lasciare i rifiuti nel verde, che tutto sia convogliato negli appositi cestini (…). Le forze dell´ordine presidieranno a distanza, senza disturbare, e interverranno soltanto in caso d´infrazione. »
Ma vi immaginate quanto un’innovazione del genere farebbe bene all’umore di una città incarognita come questa?
Basta con le macchine appostate in doppia e terza fila per godersi un poco di intimità, basta con le sveltine da coda del rientro. E basta anche alle proverbiali sette camicie che devono sudare i poveri guardoni per fare il loro mestiere.
Questo sì che è progresso!
Non a caso l’idea è mutuata dall’avanzata Olanda.
Solo che qui siamo in Italia.
Il che vuol dire che la cosa non è realizzabile. C’è poco da fare, non abbiamo la mentalità adatta. E’ tutta colpa della nostra religione di stato e di come ci ha ridotti.
Ma mica mi riferisco al cattolicesimo, come fa il buon Gucci.
Io parlo del calcio.
Ve l’immaginate che succederebbe al povero carabiniere a cavallo o allo sventurato vigile urbano che devono sanzionare le infrazioni?
E al primo cartellino dubbio sarebbe tutto uno sbraitare per la moviola in campo!


