Le grandi interviste di Solo in Superficie - cineserie
(a Francesco)
e dunque signora maia… posso chiamarla signora maia?
no, no, signorina, prego.
bene, signorina, tutti i nostri lettori pendono dalle sue labbra. Cosa si prova ad essere una delle più grandi esperte di cineserie?
mah, le dirò, è un grosso peso.
Soprattutto in tempo di olimpiadi, quando gli occhi di tutto il mondo son puntati su Pechino.
In effetti sembra un compito davvero molto gravoso
Lei non può nemmeno immaginare quanto. Essere perennemente circondata dai vicini di casa, quei quattro vecchiacci sordi e bavosi che fanno più domande dei bimbi piccoli… Che poi non vale neanche la pena di rispondergli, che tanto le risposte se le dimenticano subito!
Comincio a capire i loro poveri parenti che d’estate li abbandonano in città coi pretesti più disparati.
No sai babbo, ti porterei con me… però… sai qui al mare tira troppo un vento fresco, che te ormai sei abituato alla calura cittadina e il cambio climatico ti farebbe schiantare!
No guarda mamma, ti porterei tanto volentieri con me, ma lì alle maldive si mangia di un maaale… Guarda, gli vien mal di pancia a tutti! E infatti è per questo che ti lascio i bimbi. Ma tranquilla, non ti preoccupare per me, fra tre-quattro settimane torno.
Che poi sempre meglio abbandonarli in città che sull’autostrada.
Voglio dire, così un tetto ce l’hanno e alcuni ci hanno pure l’aria condizionata!
Sì, bene… ma, ci dica, come ha fatto a diventare un’esperta così autorevole nel suo campo?
Mi son vista un’intera puntata di quark tempo fa. Gran bella puntata. E anche due o tre puntate di Angela figlio, che c’ha un programma tutto suo, non so se l’ha visto. Fra l’altro son puntate molto più corte, ci si annoia di meno, solo che c’è il rischio che se vai in bagno un attimo ti perdi il finale e magari rimani per tutta la vita col dubbio se Michelangelo se li era poi tolti gli stivali.
Molto interessante… Ma avrà usato anche altre fonti, immagino
Ma certo! Ho approfondito gli studi su wikipedia. Non so se la conosce. Lei va lì, pigia un bottone ed esce di tutto.
E’ così che son diventata la maggior esperta di tango cingalese, fra l’altro.
Per non parlare dei cartoni. Seguo da anni i cartoni animati e lì si vede proprio tutto della loro cultura, degli usi e costumi, dell’abbigliamento…
Scusi, ma i cartoni non sono giapponesi?
Evabbè, non è che ci sia poi tutta questa differenza…
E infine la specializzazione me la son presa praticando tai chi.
Oh, il Tai Chi. Grande disciplina fisico-meditativa che affonda le sue radici teoriche nel taoismo. Questo forse è uno dei modi migliori per penetrare nella cultura cinese. E lei quale stile pratica? Il Chen? Lo Yang?
Ora se era in o ian non me lo ricordo. Però mi ricordo che mi è molto piaciuto. Sono state le due settimane più meditative della mia vita.
Comunque la tecnica non è che sia questo gran mistero, eh.
Dunque si avanza per un po’ di metri (una decina o anche meno, a seconda di quanto è grande la palestra), poi si torna indietro camminando all’indietro, poi si torna in là camminando di lato, come i gamberi, poi si torna in qua, sempre come i gamberi. E alla fine ci si ritrova sempre sul punto di partenza.
Un po’ come fare cyclette o tapis roulant, ma senza attrezzi e facendo molti versi con le braccia.
Poi però la palestra sotto casa ha chiuso… Peccato, perché costava anche poco.
Molto suggestivo.
Progetti per il futuro?
Sì, per un po’ basta filosofia, che dopo un po’ stufa. Adesso vorrei dedicarmi all’arte.
Guardi, se riesco a recuperare quella puntata di Angela mi guardo la fine.
E poi potrà intervistarmi su Michelangelo.
Il Mistero del Sacro Plin Plin (Plin)
(Dove si parla di portentosi mantra, misteriosi vendicatori e acque della salute)
E’ buffo, però a volte le scoperte più importanti (e inquietanti) della vita si fanno per puro caso.
Un tizio si fa una pennica sotto un albero e gli cade una mela in testa.
Oppure un altro sta a guardare le crepe del soffitto di una chiesa e si accorge che il lampadario dondola.
O un altro ancora pensa di andare a farsi una tranquilla crociera fino fino in Tailandia navigando su rotte ignote al turismo di massa e si ritrova in un continente sconosciuto1
Così io ho finalmente risolto uno dei più tormentati crucci della mia esistenza grazie ad una battuta di andrea.
Sono anni che mi chiedo quale oscura forza mi tenga ancora avvinta alla canzoncina della pubblicità di una marca di pasta.
L’antica nenia recitava così: “PLIN PLIN PLIN, TORTELLIN! con due uova di gallina ed un chilo di farina, carne, grana, prosciuttini, ecco i veri tortellini…”
Il fenomeno mi terrorizzava, nessuna ipotesi razionale poteva spiegare l’enorme potere esercitato da una filastrocca pubblicitaria sul mio cervello. Quando prende possesso della mia testa nulla più riesce ad allontanarla e mi ritrovo a canticchiarla per ore ed ore (orribili ore) ininterrottamente. Come un disco rotto.
Non sapevo più cosa fare. Temevo di essere posseduta dallo spirito dei prosciuttini assassini. Che, sterminati dai produttori di tortellini, erano tornati in vita per uccidere tutti quelli che ne avevano mangiati.
E la morte a seguito di canzoncina perpetua è una morte orribile, vi assicuro.
Ma adesso tutto un mondo mi si è aperto davanti agli occhi.
Le paure si sono dissolte, una spiegazione razionale c’è.
E’ il misterioso potere del Mantra Plin Plin che seduce le menti e le conquista.
Niente più notti insonni, niente incubi pulp in cui schiere di porchette marciano in fila serrate per la conquista della terra!
E’ solo un mantra!
Però…
Però a pensarci bene un terribile dubbio si insinua.
E le acque della salute che fanno fare plin plin?
Che c’entrano loro?
Perché i pubblicitari hanno scelto proprio quella parola?
Quale collegamento può esistere fra una marca di tortellini e le vie pimplinarie?
Che in realtà i committenti della pubblicità sappiano qualcosa che noi non sappiamo sul potente mantra?
E chi sono in realtà questi committenti?
Che siano semplici produttori di acque della salute non se la beve nessuno!
Ma certo, è un complotto!
Le suore e i maiali assassini vogliono sottometterci tutti a suon di canzoncine e frequenti ritirate nei bagni!
Che qualcuno ci salvi dai porcellini!
Che qualcuno ci salvi dalle suore pulite dentro e belle fuori!
- sconosciuto a lui, non certo ai Templari, che in America ci andavano regolarmente da centinaia di anni seguendo le rotte dei vichinghi. Solo che, esosi com’erano, avevano istituito solo viaggi in business class e con la crisi delle stoffe da vela, che a quei tempi avevano superato la soglia psicologica dei 200 fiorini a metro quadro, nessuno poteva più permettersi il prezzo del biglietto. Fu così che gli uomini si scordarono delle nuove terre. Finché non ci arrivò questo genovese erotomane. Che altro che manie di scoperta, altro che spirito di avventura. Lo sappiamo tutti benissimo che cosa ci voleva andare a fare in Tailandia…. [↩]
Il mistero dei templari
Chiariamo subito che io dei templari non so assolutamente niente. Niente di più di quello che ti facevano studiare al liceo sui libri di storia.
Niente misteri, niente segreti, niente tesori nascosti. Solo noiosissimi problemi economici fra re indebitati e guerrieri strozzini.
Però ho deciso di parlarne lo stesso, che i Templari tirano molto e comunque si portano un po’ su tutto.
E’ che l’altro giorno hanno riaperto blogbabel e la febbre è scoppiata di nuovo. Come e più di prima.
Non di rado si vedono distinti ingegneri che cercano angosciosamente il nome del proprio blog per scoprire quante posizioni ha guadagnato o perso durante la chiusura. Stimati dottori che compulsano voracemente la graduatoria per scoprire se il “blogger nemico” si è piazzato prima o dopo di loro. Rispettabili commercialisti che…
No, di commercialisti rispettabili non ne conosco.
Insomma, l’ansia da prestazione è tornata.
“E tu che fai?”
“In che senso?”
“Come in che senso! Blogbabel è tornata! E tu non fai niente per salire?
Un post polemico, una rissa telematica, donnine nude, post con link verso blog famosi, commenti a pioggia ovunque, argomenti attuali…
Insomma, fai qualcosa!
Al limite promettila a tutti i lettori, ma fai qualcosa!”
E così eccomi a fare qualcosa.
Visto che le risse mi piace farle di persona, visto che le donnine nude non so come trovarle, visto che io nemmeno so quali sono i blog famosi, ma soprattutto visto che per me la polemica è una cosa estremamente seria e non si deve svilire per un lettore in più, ho optato per il tema di attualità.
Però si fa presto a dire attualità.
Di che parlare? Dello scontro fra Berlusconi e la magistratura? Di Tremonti, Bossi, Guzzanti e Gasparri? Dell’azione suicida del centrosinistra?
Maddai, che è attualità questa? Questa era roba già vecchia cinque anni fa!
No, qui ci vuole qualcosa di davvero al passo coi tempi.
E cosa meglio dei sempreverdi Templari? Loro, questo è poco ma sicuro, non deludono mai.
E infatti giusto ieri sono entrata nella mia solita libreria e son rimasta colpita dallo spazio riservato al misterioso mistero dei templari.
C’era il tavolone centrale delle novità completamente sommerso di Misteri dei templari, Segreti dei templari, Verità sui templari, Maledizioni dei templari, Codici dei templari, Rotoli dei templari, Tesori dei templari, I Fantastici 4 templari, Maciste contro i templari, Totò, Peppino e i templari.
Poi ben tre scaffali nel reparto fantasy.
Poi lo spazio “Dan Brown”, che solo riempie ben due ripiani di templari.
Per non parlare del reparto di storia.
E mi son detta: ma quanto cavolo ci sarà da scrivere su questi benedetti templari? Voglio dire, tolti i saggi storiografici, quanti nuovi libri si possono scrivere sull’argomento?
Il vero ed unico mistero dei templari per me rimane questo: come è possibile che gli stessi autori non si sian stufati di scriverne?
Io, per esempio, ho buttato giù solo poche righe e mi sono già annoiata!


